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Raffreddore: quanto dura e per quanto tempo si resta contagiosi?
Su quanto dura il raffreddore l'Istituto Superiore di Sanità dà numeri chiari: i sintomi compaiono due o tre giorni dopo l'infezione e durano una o due settimane; la fase di massima infettività cade tra il secondo e il quarto giorno dall'inizio dell'infezione.
Revisionato da Dr. Chrysoula Liakou, MD, PhDCifre verificate alle fonti il 22/09/2026Pagina aggiornata il 24/09/2026
In questa pagina
Calcoli le sue dateIn sintesiGiorno per giornoSi è contagiosi prima dei sintomi? Probabilmente sì, ma l'ISS non dà un numeroQuando il raffreddore è più contagioso: dal 2° al 4° giornoQuando finisce il contagio e quanto dura il raffreddoreTest: non esiste, e il dubbio vero è un altroCosa cura il raffreddore (e perché non cambia il contagio)Lavoro, scuola e nido con il raffreddore: nessuna regola italianaSituazioni concrete: neonato in casa, nonni, letto, palestra, aereoBambini, anziani e sistema immunitario indebolitoPerché per il raffreddore ogni Paese dice una cosa diversaCome non contagiare gli altri: le precauzioni dell'ISSCosa dicono le indicazioni in sei PaesiDomande frequentiConsulta un medico seInformazioni su questa paginaFontiAltre malattieIn sintesi
- Italia (ISS) non pubblica un periodo di contagiosità per il raffreddore, quindi questa pagina mostra solo le regole pubblicate.
- Regno Unito e USA (NHS / CDC): Di solito contagioso fino al giorno 7; limite massimo giorno 14.
- Incubazione: i sintomi compaiono 2–3 giorni dopo l'infezione.
- Dura di solito da 7 a 14 giorni.
- Rientro al lavoro o a scuola: Non è pubblicato un periodo di allontanamento. I sintomi durano di solito da 7 a 14 giorni.
L'ISS non pubblica un giorno in cui il contagio finisce né una regola per il rientro; l'NHS indica che si resta contagiosi finché durano i sintomi.
«Raffreddore quanto dura» è la domanda più cercata, e la risposta dell'ISS è precisa: i tempi medi di recupero sono di una settimana, ma può durare anche due, e se i sintomi restano più a lungo la causa potrebbe essere un'altra. La domanda meno cercata, per quanto tempo si è contagiosi, ha invece una risposta italiana solo parziale, e questa pagina dice esattamente quale.
Il raffreddore non ha una sola causa: l'ISS conta più di 110 rhinovirus, responsabili del 30-35 per cento dei raffreddori degli adulti, più coronavirus stagionali, adenovirus, virus respiratorio sinciziale e altri. Proprio per questa varietà, scrive l'ISS, non è stato possibile sviluppare un vaccino; ci si può raffreddare più volte, e i numeri di questa pagina sono medie, non un calendario esatto.
Giorno per giorno
Italia (ISS) non pubblica un periodo di contagiosità giorno per giorno per il raffreddore.
Si è contagiosi prima dei sintomi? Probabilmente sì, ma l'ISS non dà un numero
L'ISS non indica quanti giorni prima dei sintomi si inizia a contagiare. Dà però due numeri che, messi insieme, rispondono in parte: i sintomi iniziano due o tre giorni dopo l'infezione, e il periodo di massima infettività va dal secondo al quarto giorno dall'inizio dell'infezione. La fase più contagiosa coincide quindi con l'ultimo giorno di incubazione e i primissimi giorni di sintomi.
L'NHS britannico è più esplicito ma altrettanto vago sul numero: si può trasmettere il raffreddore «da alcuni giorni prima che i sintomi comincino» fino alla loro scomparsa. Nessuna delle sei autorità pubblica una cifra, e questa pagina non ne inventa una.
In pratica: il collega che starnutisce da lunedì era probabilmente già contagioso nel fine settimana. Non c'è modo di saperlo prima, e per questo con il raffreddore le misure utili sono quelle di sempre, le mani e i fazzoletti, non l'isolamento.
Quando il raffreddore è più contagioso: dal 2° al 4° giorno
È il dato italiano più utile di questa pagina, ed è nella scheda EpiCentro sulle precauzioni: «il periodo di massima infettività di un raffreddore è tra il secondo e il quarto giorno dall'inizio dell'infezione». Attenzione al punto di partenza: si conta dall'infezione, non dal primo starnuto. Poiché i sintomi compaiono al secondo o terzo giorno, il picco cade nei primi due o tre giorni in cui si sta male.
L'ISS non spiega il perché, ma la finestra coincide con i giorni in cui si starnutisce e ci si soffia il naso di più. È in quei giorni che vale la pena tenere le distanze da un neonato o da un nonno fragile; alla fine della prima settimana si è fuori dal picco descritto dall'ISS, anche se il naso è ancora chiuso.
Quando finisce il contagio e quanto dura il raffreddore
Sulla fine del contagio l'ISS tace: pubblica la durata dei sintomi, «una o due settimane», con un recupero medio in una settimana, ma non dice in quale giorno si smette di contagiare. L'NHS è l'autorità che risponde: si resta contagiosi «finché tutti i sintomi sono passati», il che di solito richiede 1-2 settimane. Il calcolatore mostra per l'Italia la durata dei sintomi dell'ISS, non una finestra di contagio, perché non ne esiste una ufficiale.
Tosse e contagio non coincidono. Il portale sanitario federale tedesco gesund.bund.de segnala che la tosse può durare fino a tre settimane; l'ISS avverte che sintomi oltre le due settimane «potrebbero derivare da altra causa». Una tosse alla terza settimana, senza febbre né naso che cola, è fuori dalla durata dei sintomi indicata dall'ISS e dalla finestra di contagio dell'NHS, e nessuna delle sei autorità la considera contagiosa. Se la febbre dura più di 3 giorni, la tosse più di 3 settimane, o i sintomi peggiorano o non migliorano dopo 10 giorni, consulti un medico.
Test: non esiste, e il dubbio vero è un altro
Per il raffreddore non c'è un test da fare a casa e nessuna autorità ne chiede uno. L'unico caso in cui un tampone conta è il dubbio che quel raffreddore sia in realtà un'influenza o un Covid: l'ISS osserva che mal di gola, raffreddore e riniti nelle prime fasi fanno spesso pensare all'arrivo dell'influenza. Le regole cambiano molto: per l'influenza l'ISS chiede una settimana a casa, per il Covid la circolare del 2023 chiede di restare a casa finché ci sono sintomi.
Con febbre alta improvvisa e dolori muscolari, quindi, un test per influenza e Covid ha senso, soprattutto se in casa ci sono persone fragili. Con naso chiuso e gola che pizzica, senza febbre, no: qualunque virus sia, la risposta dell'ISS è la stessa, riposo e mani pulite.
Cosa cura il raffreddore (e perché non cambia il contagio)
L'ISS è chiaro sul trattamento: per un adulto non immunodepresso consiste nel riposo, e i comuni rimedi come decongestionanti e sciroppi per la tosse aiutano solo a controllare i sintomi. Nessuno di questi accorcia il periodo in cui si contagia, perché non agisce sul virus.
Gli antibiotici sono inutili e l'ISS lo scrive senza giri di parole: «gli antibiotici non uccidono i virus, e quindi un trattamento antibiotico non previene né cura le sindromi influenzali e parainfluenzali». L'NHS aggiunge che i medici non li raccomandano per il raffreddore perché non alleviano i sintomi né accelerano la guarigione. Chiederli «per sicurezza» non protegge la famiglia dal contagio.
Lavoro, scuola e nido con il raffreddore: nessuna regola italiana
L'ISS non pubblica una regola di rientro per il raffreddore, e questa malattia non compare nella circolare ministeriale del 1998 che regola l'allontanamento da scuola per le malattie infettive. Non esiste quindi un numero di giorni da rispettare: si torna al lavoro o a scuola quando si sta abbastanza bene, e la scheda dell'ISS sull'influenza chiede di restare a casa solo se ci sono sintomi respiratori con febbre, soprattutto nella fase iniziale.
I vicini si comportano in modi diversi. C'è chi dà un numero: in Germania la BZgA consiglia 3-5 giorni a casa e comunque finché non si sta meglio, per tutte le infezioni respiratorie. C'è chi dice apertamente che non serve: il Canal Salut catalano scrive che un'infezione respiratoria lieve non richiede in genere di restare a casa, e l'NHS che con un raffreddore si può di norma continuare la vita normale, lavoro compreso, pur restando contagiosi fino alla fine dei sintomi. E c'è chi dà solo la durata dei sintomi: Ameli in Francia 5-20 giorni, Thuisarts nei Paesi Bassi un paio di settimane, senza alcuna regola.
Per il nido e la scuola dell'infanzia decidono il pediatra e il regolamento della struttura, e nessuna fonte nazionale fa del naso che cola un criterio di esclusione: se lo fosse, i nidi resterebbero vuoti da novembre a marzo.
Situazioni concrete: neonato in casa, nonni, letto, palestra, aereo
Neonato in casa. È l'unico caso in cui un raffreddore va preso sul serio: tra i virus del raffreddore c'è il virus respiratorio sinciziale, che nei lattanti causa la bronchiolite, e la Società Italiana di Pediatria scrive che i lattanti si infettano quasi sempre da un familiare o da un fratello raffreddato. Nei giorni di picco, dal secondo al quarto dall'infezione, chi è raffreddato non bacia il bambino sul viso, si lava le mani prima di toccarlo e porta la mascherina.
Nonni e persone fragili. L'ISS ricorda che nei bambini e nelle persone immunocompromesse questi virus sono tra le cause più diffuse di infezioni delle basse vie respiratorie, e l'NHS invita a consultare un medico chi ha una malattia cronica o un sistema immunitario indebolito. Rimandi la visita di qualche giorno; se non può, mascherina e distanza.
Letto, palestra, aereo, pranzo di famiglia. Tra adulti sani nessuna autorità chiede rinunce per un raffreddore. Dormire nello stesso letto espone il partner, ma con un contagio che per l'NHS inizia alcuni giorni prima dei sintomi la trasmissione in casa può essere già avvenuta. In palestra e in aereo valgono le regole di sempre, fazzoletti e mani pulite; se ha febbre, l'ISS chiede di restare a casa. Al pranzo di famiglia il criterio è chi c'è: con un neonato o un nonno fragile a tavola, meglio la settimana dopo.
Bambini, anziani e sistema immunitario indebolito
L'ISS non dà un numero diverso per bambini o immunodepressi. L'NHS scrive che nei bambini piccoli i sintomi del raffreddore possono durare più a lungo, e poiché per l'NHS si è contagiosi finché durano i sintomi, un bambino piccolo resta contagioso più a lungo di un adulto. Nessuna delle sei autorità quantifica di quanto.
Nei primi mesi di vita c'è una protezione naturale: l'ISS ricorda che gli anticorpi materni trasmessi con l'allattamento al seno hanno un ruolo protettivo contro alcuni virus parainfluenzali. Per gli anziani e le persone con malattie croniche il tema non è la durata del contagio ma le complicanze: l'NHS elenca tra i motivi per consultare un medico l'affanno, il dolore al petto, una febbre oltre i 3 giorni e una malattia cronica o un sistema immunitario indebolito.
Perché per il raffreddore ogni Paese dice una cosa diversa
Il raffreddore è la malattia su cui le autorità vanno più in ordine sparso, e il motivo è semplice: è troppo comune e troppo lieve per meritare una regola. L'Italia pubblica i dati biologici, incubazione, picco e durata, ma nessuna regola. La Germania applica al raffreddore la stessa regola generica di tutte le infezioni respiratorie, 3-5 giorni. La Catalogna dice apertamente che non serve restare a casa. Il Regno Unito dice che si è contagiosi due settimane ma che si può lavorare. Francia e Paesi Bassi danno solo la durata.
Dietro le differenze c'è una scelta di priorità: proteggere i più fragili dalla trasmissione o non fermare la vita di tutti per un naso che cola. L'ISS, già in una revisione del 2001, notava che l'allontanamento da scuola «spesso è raccomandato più per tradizione che per comprovata efficacia dell'intervento». Per il raffreddore nessun Paese ha mai voluto questa tradizione.
La conclusione per chi legge dall'Italia: non esiste un giorno «ufficiale» in cui il raffreddore smette di contagiare. Esiste un picco, dal secondo al quarto giorno dall'infezione, e una durata, una o due settimane. Il resto è buon senso, e dipende da chi ha intorno.
Cosa dicono le indicazioni in sei Paesi
La stessa malattia, sei posizioni ufficiali. Dove un Paese non pubblica nulla, la tabella lo dice invece di prendere in prestito il numero del vicino.
| Indicazione | Contagioso fino al | Rientro al lavoro o a scuola | Fonte |
|---|---|---|---|
| Regno Unito e USA (NHS / CDC) | giorno 7–14 | Resti a casa finché ha febbre o non si sente abbastanza bene. Poi può rientrare. | NHS |
| Germania (RKI) | Non pubblicato | Resti a casa da 3 a 5 giorni, e finché i sintomi non sono nettamente migliorati. | BZgA infektionsschutz.de, gesund.bund.de |
| Francia (Assurance Maladie) | Non pubblicato | Non è pubblicato un periodo di allontanamento. I sintomi durano di solito da 5 a 20 giorni. | Ameli |
| Spagna (Sanidad / Canal Salut) | Non pubblicato | Non è previsto alcun allontanamento. | ASPCAT |
| Italia (ISS) | Non pubblicato | Non è pubblicato un periodo di allontanamento. I sintomi durano di solito da 7 a 14 giorni. | EpiCentro / Istituto Superiore di Sanità |
| Paesi Bassi (RIVM) | Non pubblicato | Non pubblicato | Thuisarts.nl |
Come non contagiare gli altri: le precauzioni dell'ISS
La scheda EpiCentro sulle precauzioni elenca misure concrete: lavarsi spesso le mani, non condividere bicchieri, tazze e altri oggetti personali con chi è malato, aerare bene gli ambienti, tenere in casa una temperatura non superiore ai 25 gradi, umidificare l'aria ed eliminare il fumo. L'NHS aggiunge i fazzoletti per intrappolare i germi quando si tossisce o starnutisce, e le mani lavate con acqua calda e sapone.
La mascherina non è una regola per il raffreddore, ma l'ISS scrive, per i sintomi influenzali, che una mascherina chirurgica indossata da chi ha sintomi può ridurre le infezioni tra i contatti stretti. Con un neonato o una persona fragile in casa, nei giorni di picco, è la misura più semplice.
- Mani lavate spesso, soprattutto prima di toccare un neonato (ISS, NHS).
- Fazzoletti monouso per tosse e starnuti, buttati subito (NHS).
- Bicchieri, tazze e posate non condivisi (ISS).
- Stanze aerate, non oltre i 25 gradi, aria umidificata, niente fumo (ISS).
- Mascherina chirurgica nei giorni di picco se vive con persone fragili (ISS).
Domande frequenti
Raffreddore: quanto dura?
Secondo l'ISS i sintomi durano una o due settimane, con un recupero medio in una settimana; se persistono più a lungo, la causa potrebbe essere un'altra. L'NHS conferma: ci si sente meglio in 1-2 settimane. Se la febbre dura più di 3 giorni o i sintomi non migliorano dopo 10 giorni, consulti un medico.
Per quanti giorni è contagioso il raffreddore?
L'ISS non pubblica un giorno in cui il contagio finisce. L'NHS scrive che si resta contagiosi finché tutti i sintomi sono passati, di solito 1-2 settimane. Il dato italiano riguarda il picco: la massima infettività cade tra il secondo e il quarto giorno dall'inizio dell'infezione, cioè nei primi giorni di sintomi.
Il raffreddore è contagioso prima dei sintomi?
Probabilmente sì, ma nessuna autorità dà un numero. L'ISS colloca il picco di infettività tra il secondo e il quarto giorno dall'infezione, mentre i sintomi compaiono al secondo o terzo giorno: il picco inizia quindi a cavallo dei primi sintomi. L'NHS parla di «alcuni giorni prima» senza quantificare.
Quando il raffreddore è più contagioso?
Tra il secondo e il quarto giorno dall'inizio dell'infezione, secondo l'ISS. Contando che i sintomi iniziano due o tre giorni dopo il contagio, il picco corrisponde ai primi due o tre giorni di naso che cola e starnuti. Sono i giorni in cui tenere la distanza da un neonato o da una persona fragile rende di più.
Con il raffreddore si può andare al lavoro?
In Italia non esiste una regola: l'ISS non ne pubblica una e chiede di restare a casa solo con sintomi respiratori febbrili. L'NHS scrive che con un raffreddore si può di norma continuare a lavorare, pur restando contagiosi fino alla fine dei sintomi. In Germania la BZgA consiglia invece 3-5 giorni a casa e finché non si sta meglio.
Il bambino con il raffreddore può andare al nido?
Nessuna regola nazionale lo vieta: il raffreddore non compare nella circolare ministeriale del 1998 sull'allontanamento da scuola, e il Canal Salut catalano scrive che un'infezione respiratoria lieve non richiede di restare a casa. Decidono il pediatra e il regolamento del nido; l'ISS chiede di restare a casa solo con sintomi respiratori febbrili.
Il raffreddore è pericoloso per un neonato?
Può esserlo, perché tra i virus del raffreddore c'è il virus respiratorio sinciziale, che nei lattanti causa la bronchiolite. La SIP scrive che i lattanti si infettano quasi sempre da un familiare o da un fratello raffreddato. Chi è raffreddato si lava le mani prima di toccare il bambino, non lo bacia sul viso e porta la mascherina nei giorni di picco.
La tosse che resta dopo il raffreddore è contagiosa?
Il portale federale tedesco gesund.bund.de indica che la tosse può durare fino a tre settimane, e l'ISS che sintomi oltre le due settimane potrebbero avere un'altra causa. Nessuna autorità considera contagiosa una tosse residua senza altri sintomi. Se dura più di 3 settimane o compare affanno, consulti un medico.
Gli antibiotici servono per il raffreddore?
No. L'ISS scrive che gli antibiotici non uccidono i virus e non prevengono né curano le sindromi influenzali e parainfluenzali; l'NHS aggiunge che non alleviano i sintomi né accelerano la guarigione. La cura è il riposo, con decongestionanti e sciroppi per i sintomi. Nulla di tutto questo accorcia il contagio.
Come capire se è raffreddore, influenza o Covid?
L'ISS osserva che mal di gola, raffreddore e riniti nelle prime fasi fanno spesso pensare all'influenza, e i sintomi si sovrappongono. Con febbre alta improvvisa e dolori diffusi, un test per influenza e Covid ha senso, perché le regole cambiano: una settimana a casa per l'influenza secondo l'ISS, a casa finché ci sono sintomi per il Covid. Un medico può valutarla in video, di solito entro 15 minuti.
Perché mi raffreddo così spesso?
Perché non è un solo virus. L'ISS conta più di 110 rhinovirus, causa del 30-35 per cento dei raffreddori degli adulti, più coronavirus stagionali, adenovirus, virus respiratorio sinciziale e altri. Proprio per questa varietà, scrive l'ISS, non è stato possibile sviluppare un vaccino contro il comune raffreddore. Le mani lavate spesso restano la protezione più semplice.
Posso prendere l'aereo con il raffreddore?
Nessuna autorità lo vieta. Nei giorni di picco, dal secondo al quarto dall'infezione secondo l'ISS, chi le siede accanto è più esposto: fazzoletti, mani pulite e, se vuole, una mascherina. Se ha febbre, l'ISS chiede di restare a casa con sintomi respiratori febbrili, e un volo va rimandato.
Mobi Doctor la mette in contatto in video con medici abilitati registrati nell'UE, di solito entro 15 minuti, tutti i giorni dalle 7 alle 23 CET.
Consulta un medico se
- la febbre dura più di 3 giorni
- i sintomi peggiorano o non migliorano dopo 10 giorni
- ha il fiato corto o dolore al petto
- la tosse dura più di 3 settimane
- ha una malattia cronica o un sistema immunitario indebolito
In caso di emergenza chiami il 112. Questo strumento non è per le emergenze.
Informazioni su questa pagina
Scritto dalla redazione medica di Mobi Doctor. Ogni cifra di questa pagina è ricondotta a una fonte ufficiale datata, elencata sotto Fonti. Le sei serie di indicazioni nazionali restano separate: dove un'autorità non pubblica nulla, la pagina lo dice invece di prendere in prestito il numero di un Paese vicino. Ogni cifra è stata verificata in modo indipendente alla fonte prima della pubblicazione.
Revisionato da Dr. Chrysoula Liakou, MD, PhD.
Qualcosa non è aggiornato? Ci scriva dalla pagina dei contatti e verificheremo alla fonte. Contatti
Fonti
- Virus parainfluenzali e agenti del raffreddore — EpiCentro / Istituto Superiore di Sanità (aggiornato 21/09/2026)
- Common cold — NHS (aggiornato 22/03/2024)
- Atemwegsinfektionen — BZgA infektionsschutz.de (aggiornato 17/03/2025)
- Erkaeltung — gesund.bund.de (Bundesministerium für Gesundheit) (aggiornato 28/11/2024)
- Rhinopharyngite : symptomes — Ameli (Assurance Maladie) (aggiornato 20/12/2024)
- Exclusio escolar — ASPCAT (Generalitat de Catalunya) (aggiornato 03/12/2025)
- Ik ben verkouden — Thuisarts.nl (aggiornato 20/02/2026)
- Virus parainfluenzali e agenti del raffreddore: precauzioni e trattamento — EpiCentro / Istituto Superiore di Sanità (aggiornato 22/09/2026)
- Sindromi parainfluenzali — EpiCentro / Istituto Superiore di Sanità (aggiornato 22/09/2026)
- Circolare n.4 del 13 marzo 1998 — Ministero della Salute (aggiornato 13/03/1998)
- Influenza — EpiCentro / Istituto Superiore di Sanità (aggiornato 31/10/2025)
- Covid-19, cade l'obbligo di isolamento per i positivi — Ministero della Salute (Circolare 11 agosto 2023), as published by Azienda USL Umbria 2 (aggiornato 26/08/2023)
- Virus respiratorio sinciziale e bronchiolite, tutto quello che i genitori devono sapere — SIP (Società Italiana di Pediatria) (aggiornato 19/11/2021)
- L'allontanamento dalla frequenza scolastica come misura di controllo delle malattie infettive. Revisione dell'evidenza — EpiCentro / Istituto Superiore di Sanità (Bollettino Epidemiologico Nazionale) (aggiornato 01/11/2001)
Altre malattie
Periodi di contagiosità delle altre malattie coperte da questo strumento.
Questo strumento fornisce informazioni generali basate su indicazioni pubblicate. Non fa diagnosi e non sostituisce il parere di un medico che conosce la sua situazione. La malattia la sceglie lei; noi non stabiliamo che cosa ha.
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