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Virus intestinale (norovirus): quanto dura e per quanto tempo si resta contagiosi?
Quanto dura il virus intestinale? Secondo l'Istituto Superiore di Sanità il norovirus provoca vomito e diarrea per 12-60 ore, ma resta nelle feci per almeno 72 ore dopo la guarigione: il contagio non finisce con l'ultimo vomito.
Revisionato da Dr. Chrysoula Liakou, MD, PhDCifre verificate alle fonti il 22/09/2026Pagina aggiornata il 24/09/2026
In questa pagina
Calcoli le sue dateIn sintesiGiorno per giornoPrima dei sintomi: incubazione breve, contagio che parte con il vomitoI giorni più contagiosi: la fase acuta e le 48 ore dopoVirus intestinale: quanto dura il contagio (non finisce con l'ultima corsa in bagno)Test: non serve, e nessuna regola lo chiedeNessun farmaco accorcia il contagio: si cura la disidratazioneRientro al lavoro e a scuola: la regola italiana dei tre giorniSituazioni concrete: neonato, nonni, bagno in comune, palestra, aereo, RSAInfluenza intestinale in bambini, anziani e immunodepressiPerché l'Italia dice tre giorni e gli altri due, o unoSapone, candeggina e 60 gradi: come fermare il virus in casaCosa dicono le indicazioni in sei PaesiDomande frequentiConsulta un medico seInformazioni su questa paginaFontiAltre malattieIn sintesi
- Italia (ISS) non pubblica un periodo di contagiosità per la gastroenterite da norovirus, quindi questa pagina mostra solo le regole pubblicate.
- Incubazione: i sintomi compaiono 12–48 ore dopo l'infezione.
- Dura di solito da 12 a 60 ore.
- Rientro al lavoro o a scuola: Se manipola alimenti, non torni a quel lavoro prima di 3 giorni dalla guarigione.
L'unica regola italiana riguarda chi lavora con alimenti, che deve restare a casa fino a tre giorni dopo la guarigione; per tutti gli altri l'ISS non fissa un numero di giorni.
Il «virus intestinale», o «influenza intestinale», che gira in famiglia, a scuola o in ufficio d'inverno è spesso un norovirus, e la scheda dell'ISS su EpiCentro è la fonte italiana di riferimento. Quello che sorprende è lo squilibrio tra le due durate: la malattia passa in fretta, uno o due giorni per molti, ma il contagio continua per giorni, in silenzio, nelle feci e sulle mani.
Questa pagina segue la logica di tutte le autorità europee: il conteggio parte dall'ultimo episodio di vomito o diarrea, non dal primo sintomo. Dove l'Italia non pubblica una regola lo diciamo, e riportiamo cosa chiedono Regno Unito, Germania e Paesi Bassi: rispettivamente 2, 2 e 1 giorno.
Giorno per giorno
Italia (ISS) non pubblica un periodo di contagiosità giorno per giorno per la gastroenterite da norovirus; la sua regola conta dall'ultimo episodio di vomito o diarrea.
| Giorno | Cosa succede |
|---|---|
| 0 | Ultimo vomito o diarrea. Il conteggio parte da qui, non dal primo sintomo. |
| 3 | Rientro consentito, purché nel frattempo non ci siano stati vomito o diarrea. Se manipola alimenti, non torni a quel lavoro prima di 3 giorni dalla guarigione. |
Prima dei sintomi: incubazione breve, contagio che parte con il vomito
L'incubazione del norovirus è di 12-48 ore secondo l'ISS; l'RKI tedesco la allarga a 6-50 ore, il RIVM olandese a 8-60 ore con un valore tipico di 30. Vuol dire che chi ha mangiato lo stesso piatto o cambiato lo stesso pannolino si ammala nel giro di un giorno o due, e che in famiglia i casi si susseguono a distanza di 24-48 ore.
A differenza dell'influenza, la fase pre-sintomatica conta poco. L'ECDC scrive che l'eliminazione del virus «di solito inizia con la comparsa dei sintomi», cioè con il vomito e la diarrea. Il vero problema è il primo episodio di vomito, che arriva senza preavviso: vomitare, spiega sempre l'ECDC, produce aerosol con un alto contenuto di particelle virali, che finiscono in bocca o sulle superfici.
Le vie di trasmissione elencate dall'ISS sono tutte quotidiane: da persona a persona per via oro-fecale o tramite aerosol, con acqua o cibo contaminati, e per contatto con superfici contaminate. Per questo un solo caso in casa ne produce spesso altri.
I giorni più contagiosi: la fase acuta e le 48 ore dopo
L'ISS non descrive un picco, ma la malattia è così breve, 12-60 ore, che la fase acuta è di fatto il picco. L'RKI lo scrive esplicitamente: durante la malattia acuta le persone sono «altamente contagiose», e considera critica tutta la fase sintomatica più le prime 48 ore dopo la scomparsa dei sintomi.
Il motivo lo dà l'ECDC: il vomito produce aerosol ad alto contenuto di virus, e vomito e diarrea contaminano bagno, lenzuola e mani più di qualsiasi tosse. Chi assiste un malato in quelle ore è la persona più esposta della casa: guanti se ci sono, mani lavate con il sapone subito dopo, bagno separato se possibile.
Virus intestinale: quanto dura il contagio (non finisce con l'ultima corsa in bagno)
Per l'ISS i norovirus «rimangono nelle feci delle persone infette per almeno 72 ore dopo la guarigione». Tre giorni sono il minimo indicato in Italia. Le altre autorità vanno oltre: l'RKI dice che il virus viene di norma eliminato con le feci ancora per 7-14 giorni, in casi eccezionali per settimane; l'ECDC e il CDC parlano di due settimane o più dopo la guarigione.
È l'errore più comune: pensare che guarigione e fine del contagio coincidano. Chi sta bene da lunedì può ancora contaminare, per tutta la settimana, le mani, il bagno e il cibo che prepara. I tre giorni dell'ISS sono un minimo, non il giorno in cui il virus sparisce.
La conseguenza pratica non è restare chiusi in casa per due settimane, ma spostare l'attenzione sulle mani: dopo i primi giorni il rischio passa dal bagno e dalla cucina. È da lì che nasce la regola italiana sugli alimenti.
Test: non serve, e nessuna regola lo chiede
Nessuna delle sei autorità confrontate lega il rientro al lavoro o a scuola a un esame delle feci, e l'ISS non ne parla. Il norovirus si riconosce dal quadro: vomito improvviso, diarrea, incubazione di uno o due giorni, altri casi in famiglia. Un test si fa nei focolai, per capire la causa, non per decidere quando si può uscire.
C'è un'altra cosa da sapere: l'ISS ricorda che l'immunità «dura solo alcuni mesi» e che ci si può infettare più volte nella vita. Aver avuto il virus intestinale a Natale non protegge a Pasqua, e per l'ISS non esiste un vaccino preventivo.
Nessun farmaco accorcia il contagio: si cura la disidratazione
L'ISS è netto: «non esiste un trattamento specifico contro il norovirus, né un vaccino preventivo», e gli antibiotici non servono perché «non uccidono i virus». Nessuna delle sei autorità indica un farmaco che riduca i giorni in cui si elimina il virus con le feci: quello che prende per stare meglio non cambia nulla per chi vive con lei.
La cura è bere. Per l'ISS l'unica misura è assumere molti liquidi per compensare la disidratazione da vomito e diarrea; l'NHS aggiunge di bere a piccoli sorsi se si ha nausea, con soluzioni reidratanti orali se serve, e per i lattanti di continuare l'allattamento o il biberon con poppate piccole e frequenti. Se non riesce a trattenere i liquidi, se il vomito dura più di 2 giorni o la diarrea più di 7, consulti un medico; vomito con sangue o simile a fondi di caffè è un'emergenza: chiami il 112.
Rientro al lavoro e a scuola: la regola italiana dei tre giorni
La regola dell'ISS è scritta nella scheda sulla prevenzione: «non lavorare e soprattutto non stare a contatto con il cibo quando si è indisposti, soprattutto se si è affetti da gastroenterite, e fino a tre giorni dopo la guarigione». È una raccomandazione pensata per chi prepara o serve alimenti, in un ristorante come in una mensa scolastica. Per chi fa un altro lavoro, o per un bambino a scuola, l'ISS non fissa un numero di giorni: decidono il medico e il buon senso, con la fine dei sintomi come punto di partenza.
I Paesi vicini hanno regole per tutti, ma diverse. L'NHS britannico chiede a chiunque di non andare a scuola, al nido o al lavoro finché non sono passati 2 giorni senza vomito né diarrea. L'RKI tedesco chiede 48 ore dalla scomparsa dei sintomi per la riammissione nelle comunità e almeno 2 giorni per chi lavora con alimenti. Il RIVM olandese è il più permissivo: 1 giorno dopo la fine dei sintomi per chi lavora con alimenti o in ambito assistenziale, e nessuna esclusione da scuola nemmeno durante un focolaio, perché la trasmissione è già avvenuta. Ameli in Francia non pubblica una regola; per la Spagna non abbiamo trovato un'indicazione ufficiale.
Il calcolatore applica per l'Italia i tre giorni dell'ISS contando dall'ultimo episodio di vomito o diarrea. Se lei non lavora con alimenti, quella data resta un buon riferimento: coincide con le 72 ore minime in cui, per l'ISS, il virus è ancora nelle feci.
Situazioni concrete: neonato, nonni, bagno in comune, palestra, aereo, RSA
Neonato o nonni in casa. Per loro il pericolo è la disidratazione più che il virus in sé: l'NHS chiede di sentire un medico se un bambino sotto i 12 mesi la preoccupa o smette di mangiare. Chi è malato non prepari i pasti dei nonni e non cambi il neonato finché può evitarlo; se deve, mani lavate con il sapone prima e dopo, perché il gel alcolico non uccide il norovirus.
Bagno in comune e letto. Il vomito contamina per aerosol e il virus resiste sulle superfici: dopo ogni episodio pulisca il bagno con candeggina diluita, non solo con un detergente. Se c'è un secondo bagno, lo usi solo il malato per una settimana. Lenzuola e pigiama sporchi vanno lavati a parte, a 60 gradi o più.
Palestra e aereo. Con sintomi non si esce, e nei 2 giorni dopo l'NHS chiede di non andare al lavoro: lo stesso vale per la palestra, dove attrezzi e spogliatoi sono in comune. Un volo nella fase acuta è da rimandare, perché un vomito a bordo contamina una cabina intera; nei tre giorni dopo, mani lavate a ogni passaggio in bagno.
Pranzo di famiglia e visita in RSA. Non cucini per gli altri fino a tre giorni dopo la guarigione, come chiede l'ISS a chi maneggia cibo; il CDC dice almeno 48 ore. Per la RSA vale la regola dell'NHS: nessuna visita finché non sono passati 2 giorni senza sintomi; con un residente fragile aspetti i tre giorni dell'ISS.
Influenza intestinale in bambini, anziani e immunodepressi
L'ISS non pubblica dati separati sulla durata del contagio nei bambini, negli anziani o nelle persone immunodepresse. L'RKI segnala che l'eliminazione del virus, di norma di 7-14 giorni, in casi eccezionali dura settimane; nessuna delle sei autorità dà un numero specifico per i bambini.
Quello che cambia con l'età è la gravità. L'ISS avverte che la disidratazione può essere una complicazione più seria per i bambini, gli anziani e chi ha un equilibrio metabolico o cardiocircolatorio precario. L'NHS elenca i segnali da non aspettare: non riuscire a trattenere liquidi, una diarrea oltre i 7 giorni o un vomito oltre i 2, segni di disidratazione che non migliorano con le soluzioni reidratanti. L'ISS ricorda che i focolai colpiscono soprattutto ospedali, case di riposo, scuole e navi da crociera: per questo l'NHS chiede di non fare visite in RSA per 2 giorni.
Perché l'Italia dice tre giorni e gli altri due, o uno
Su una cosa tutte le autorità sono d'accordo: il conteggio parte dall'ultimo episodio di vomito o diarrea. Divergono su quanti giorni e su chi. Il RIVM chiede 1 giorno, ma solo a chi lavora con alimenti o in ambito assistenziale; RKI e NHS chiedono 2 giorni a tutti; l'ISS chiede 3 giorni, ma solo a chi sta a contatto con il cibo.
La differenza riflette il dato da cui ciascuno parte. L'ISS ragiona sulla presenza del virus nelle feci, «almeno 72 ore», e da lì ricava i tre giorni. L'RKI parte dalla fase critica di 48 ore dopo i sintomi, con la legge tedesca sulle infezioni alle spalle. Il RIVM ragiona sui focolai: quando il caso è noto, la trasmissione è già avvenuta, quindi escludere a lungo non cambia il risultato.
Sulla scuola l'Italia non dice nulla, e il silenzio ha una storia: nel 2001 una revisione dell'ISS osservava che l'allontanamento scolastico «spesso è raccomandato più per tradizione che per comprovata efficacia». Il RIVM è arrivato alla stessa conclusione e l'ha scritta nella linea guida.
Cosa dicono le indicazioni in sei Paesi
La stessa malattia, sei posizioni ufficiali. Dove un Paese non pubblica nulla, la tabella lo dice invece di prendere in prestito il numero del vicino.
| Indicazione | Contagioso fino al | Rientro al lavoro o a scuola | Fonte |
|---|---|---|---|
| Regno Unito e USA (NHS / CDC) | Non pubblicato | Niente lavoro, scuola o asilo, né visite in ospedale o in RSA, finché non sono passati 2 giorni pieni senza vomito e diarrea. | NHS |
| Germania (RKI) | Non pubblicato | Niente lavoro, scuola o asilo, né visite in ospedale o in RSA, finché non sono passati 2 giorni pieni senza vomito e diarrea. | Robert Koch-Institut |
| Francia (Assurance Maladie) | Non pubblicato | Non pubblicato | Ameli |
| Spagna (Sanidad / Canal Salut) | Non pubblicato | Niente lavoro, scuola o asilo, né visite in ospedale o in RSA, finché non sono passati 2 giorni pieni senza vomito e diarrea. | Canal Salut |
| Italia (ISS) | Non pubblicato | Se manipola alimenti, non torni a quel lavoro prima di 3 giorni dalla guarigione. | EpiCentro / Istituto Superiore di Sanità |
| Paesi Bassi (RIVM) | Non pubblicato | Se manipola alimenti o lavora in sanità, non lavori prima che sia passato 1 giorno pieno senza sintomi, con igiene delle mani rigorosa. | RIVM |
Sapone, candeggina e 60 gradi: come fermare il virus in casa
Il norovirus è resistente: l'ISS avverte che sopravvive a temperature sopra i 60 gradi e al cloro alle concentrazioni usate per l'acqua potabile; l'ECDC aggiunge che resiste al congelamento. Per questo i normali detergenti e il gel per le mani non bastano. L'NHS lo dice in una riga: lavarsi le mani con acqua e sapone, perché i gel alcolici non uccidono il norovirus; il CDC chiede almeno 20 secondi.
Per le superfici serve la candeggina. Il CDC indica una soluzione di ipoclorito da 1.000 a 5.000 parti per milione, lasciata agire almeno 5 minuti, su tutto ciò che è stato contaminato da vomito o feci, in particolare water, sciacquone, rubinetti e maniglie. Per i tessuti l'NHS chiede di lavare vestiti e lenzuola sporchi separatamente a 60 gradi; il CDC consiglia il ciclo più caldo e lungo disponibile e l'asciugatura ad alta temperatura, dato che il virus resiste fino a 60 gradi.
- Mani con acqua e sapone dopo il bagno, prima di cucinare e dopo aver cambiato un pannolino; il gel alcolico non basta (NHS, CDC).
- Bagno e superfici con candeggina diluita, lasciata agire almeno 5 minuti (CDC).
- Lenzuola e vestiti sporchi lavati a parte, a 60 gradi o più, ciclo lungo (NHS, CDC).
- Niente cucina per gli altri fino a 3 giorni dopo la guarigione (ISS).
- Il virus resta nelle feci almeno 72 ore dopo la guarigione: le mani restano il punto critico anche quando si sta bene (ISS).
Domande frequenti
Virus intestinale: quanto dura?
Secondo l'ISS l'infezione da norovirus dura dalle 12 alle 60 ore, cioè da mezza giornata a due giorni e mezzo. L'NHS dice che di solito ci si sente meglio in 2-3 giorni. Se il vomito dura più di 2 giorni, la diarrea più di 7, o non riesce a trattenere liquidi, consulti un medico.
Per quanto tempo si è contagiosi dopo la gastroenterite?
Per l'ISS il virus resta nelle feci per almeno 72 ore dopo la guarigione, e questo è il minimo. L'RKI parla di 7-14 giorni, l'ECDC e il CDC di due settimane o più. La contagiosità cala con i giorni, ma non finisce con l'ultimo vomito: nelle due settimane successive contano soprattutto le mani e il bagno.
Dopo quanti giorni si può tornare al lavoro con il virus intestinale?
In Italia l'unica regola scritta riguarda chi lavora a contatto con alimenti: a casa fino a tre giorni dopo la guarigione, secondo l'ISS. Per gli altri lavori l'ISS non fissa un numero; l'NHS britannico e l'RKI tedesco chiedono a tutti 2 giorni senza vomito né diarrea, il RIVM olandese 1 giorno per chi lavora con alimenti o in assistenza.
Il bambino può tornare a scuola dopo un giorno senza vomito?
L'ISS non pubblica una regola per la scuola. L'NHS chiede 2 giorni senza vomito né diarrea prima di tornare a scuola o al nido; il RIVM non prevede esclusioni nemmeno durante un focolaio, perché la trasmissione è già avvenuta. Il pediatra e il regolamento della scuola decidono; le mani lavate con il sapone restano la misura che conta.
Il gel disinfettante uccide il norovirus?
No. L'NHS scrive che i gel alcolici non uccidono il norovirus e il CDC che i disinfettanti per le mani «non funzionano bene» contro questo virus. Serve acqua e sapone, per almeno 20 secondi secondo il CDC, dopo il bagno, dopo aver cambiato un pannolino e prima di toccare il cibo.
Come si prende il virus intestinale?
L'ISS elenca le vie: da persona a persona per via oro-fecale o tramite aerosol, con acqua o cibo contaminati, e per contatto con superfici contaminate. L'ECDC aggiunge che il vomito produce aerosol carichi di virus. L'incubazione è di 12-48 ore, per cui in famiglia i casi si susseguono a distanza di uno o due giorni.
Si può prendere il norovirus più volte?
Sì. L'ISS scrive che l'immunità dura solo alcuni mesi e che la stessa persona può essere infettata più volte nel corso della vita; l'ECDC precisa che l'immunità è anche specifica per ceppo. Aver avuto il virus intestinale in autunno non protegge in inverno, e non esiste un vaccino.
Posso cucinare per la famiglia se sono guarito da un giorno?
Meglio di no. L'ISS chiede di non stare a contatto con il cibo fino a tre giorni dopo la guarigione, perché il virus resta nelle feci per almeno 72 ore; il CDC dice di aspettare almeno 48 ore prima di preparare o maneggiare cibo per altri. Se deve cucinare, mani lavate con il sapone prima di iniziare e dopo ogni passaggio in bagno.
Come lavare lenzuola e vestiti sporchi di vomito?
Separatamente dal resto e a 60 gradi, secondo l'NHS. Il CDC consiglia il ciclo più caldo e più lungo disponibile e l'asciugatura ad alta temperatura, perché l'ISS e l'ECDC avvertono che il norovirus resiste fino a 60 gradi. Maneggi la biancheria sporca il meno possibile e lavi le mani subito dopo.
Posso visitare un parente in ospedale o in RSA?
L'NHS chiede di non visitare ospedali e case di riposo finché non sono passati 2 giorni senza vomito né diarrea, perché in una struttura un solo caso diventa un focolaio. L'ISS non pubblica una regola per le visite; con un parente fragile, i tre giorni dell'ISS per chi maneggia cibo sono un riferimento prudente.
Quanto dura l'incubazione del norovirus?
Da 12 a 48 ore secondo l'ISS. L'RKI indica 6-50 ore, il RIVM 8-60 ore con un valore tipico di 30, Ameli 24-72 ore. Se ha mangiato con qualcuno che poi si è ammalato, saprà entro due giorni se è stato contagiato. Se ha dubbi sui sintomi, un medico può valutarla in video, di solito entro 15 minuti.
Quando devo chiamare il medico o il 112?
L'NHS indica di consultare un medico se non riesce a trattenere liquidi, se la diarrea dura più di 7 giorni o il vomito più di 2, se c'è sangue nelle feci, o se un bambino sotto i 12 mesi la preoccupa. Chiami il 112 per vomito con sangue o simile a fondi di caffè, mal di testa improvviso e forte con collo rigido, o dolore addominale improvviso e intenso.
Mobi Doctor la mette in contatto in video con medici abilitati registrati nell'UE, di solito entro 15 minuti, tutti i giorni dalle 7 alle 23 CET.
Consulta un medico se
- non riesce a trattenere liquidi
- ci sono segni di disidratazione che non migliorano con le bustine reidratanti
- la diarrea dura più di 7 giorni, o il vomito più di 2 giorni
- c'è sangue nella diarrea o sanguinamento anale
- è preoccupato per un neonato sotto i 12 mesi, o un bambino smette di mangiare
In caso di emergenza chiami il 112. Questo strumento non è per le emergenze.
- vomito con sangue o simile a fondi di caffè
- vomito verde negli adulti, giallo-verde o verde nei bambini
- mal di testa improvviso e forte, o rigidità del collo con dolore alla luce
- dolore addominale improvviso e forte
Informazioni su questa pagina
Scritto dalla redazione medica di Mobi Doctor. Ogni cifra di questa pagina è ricondotta a una fonte ufficiale datata, elencata sotto Fonti. Le sei serie di indicazioni nazionali restano separate: dove un'autorità non pubblica nulla, la pagina lo dice invece di prendere in prestito il numero di un Paese vicino. Ogni cifra è stata verificata in modo indipendente alla fonte prima della pubblicazione.
Revisionato da Dr. Chrysoula Liakou, MD, PhD.
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Fonti
- Norovirus — EpiCentro / Istituto Superiore di Sanità (aggiornato 15/02/2018)
- Norovirus (vomiting bug) — NHS (aggiornato 31/12/2024)
- RKI-Ratgeber Noroviren — Robert Koch-Institut (aggiornato 29/11/2019)
- Reconnaitre la gastro-enterite — Ameli (Assurance Maladie) (aggiornato 03/01/2025)
- Norovirus — Canal Salut (Generalitat de Catalunya) (aggiornato 28/10/2025)
- Norovirus — RIVM (aggiornato 08/01/2026)
- Facts about norovirus — ECDC (aggiornato 26/06/2017)
- Preventing Norovirus — CDC (aggiornato 13/01/2025)
- Virus parainfluenzali e agenti del raffreddore: precauzioni e trattamento — EpiCentro / Istituto Superiore di Sanità (aggiornato 22/09/2026)
- L'allontanamento dalla frequenza scolastica come misura di controllo delle malattie infettive. Revisione dell'evidenza — EpiCentro / Istituto Superiore di Sanità (Bollettino Epidemiologico Nazionale) (aggiornato 01/11/2001)
Altre malattie
Periodi di contagiosità delle altre malattie coperte da questo strumento.
Questo strumento fornisce informazioni generali basate su indicazioni pubblicate. Non fa diagnosi e non sostituisce il parere di un medico che conosce la sua situazione. La malattia la sceglie lei; noi non stabiliamo che cosa ha.
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