Italiano
Scarlattina: quando non è più contagiosa e quando si torna a scuola?
In Italia, a stabilire quando la scarlattina non è più contagiosa è una circolare del Ministero della Sanità del 1998: chi si ammala resta in isolamento domiciliare per 48 ore dall'inizio dell'antibiotico, perché la terapia fa cessare la contagiosità entro 24-48 ore.
Revisionato da Dr. Chrysoula Liakou, MD, PhDCifre verificate alle fonti il 22/09/2026Pagina aggiornata il 24/09/2026
In questa pagina
Calcoli le sue dateIn sintesiGiorno per giornoSi è contagiosi prima dell'esantema? Sì, e l'incubazione è breveSenza antibiotico: contagiosi per settimaneQuando la scarlattina non è più contagiosa: 24-48 ore di antibioticoTampone faringico e test rapido: cosa dicono e cosa noL'antibiotico: cosa cambia per il contagio e perché va completatoRientro a scuola e al lavoro: 48 ore per la circolare, 24 per la SIPSituazioni concrete: fratelli, nonni, nido, lavoro, aereoBambini, adulti e persone fragiliPerché l'Italia dice 48 ore e il Regno Unito 24Come fermare il contagio in casa nelle prime 48 oreCosa dicono le indicazioni in sei PaesiDomande frequentiConsulta un medico seInformazioni su questa paginaFontiAltre malattieIn sintesi
- Incubazione: i sintomi compaiono 1–3 giorni dopo l'infezione.
- Contagioso fino a tra il giorno 10 e il giorno 21 (non trattata). Contati dalla comparsa dell'esantema.
- Rientro al lavoro o a scuola: Smette di contagiare 48 ore dopo la prima dose di antibiotico. Fino ad allora, niente asilo, scuola o lavoro.
Senza trattamento si resta contagiosi da 10 a 21 giorni dalla comparsa dell'esantema. La Società Italiana di Pediatria indica almeno 24 ore per il rientro a scuola.
La scarlattina è un'infezione da streptococco beta-emolitico di gruppo A, lo stesso batterio della faringotonsillite streptococcica: le regole sul contagio valgono per entrambe. La fonte italiana con valore ufficiale resta la circolare n. 4 del 13 marzo 1998, «Misure di profilassi per esigenze di sanità pubblica», che l'ISS pubblica sul proprio sito; la guida SIP del 2023 rappresenta invece l'orientamento clinico più recente.
Questa pagina le dice esattamente cosa c'è scritto in ciascuna delle due fonti, dove divergono e cosa fanno i Paesi vicini: dalle 24 ore del Regno Unito e della Germania a nessuna esclusione nei Paesi Bassi. Il calcolatore applica la regola italiana delle 48 ore a partire dalla prima dose di antibiotico.
Giorno per giorno
Contando il giorno di inizio dei sintomi come giorno 0, ecco come cadono i numeri di Italia (ISS).
| Giorno | Cosa succede |
|---|---|
| 0 | Iniziano i sintomi. È il giorno di riferimento per ogni numero di questa pagina. |
| 10–21 | Senza antibiotici, la scarlattina resta contagiosa fino a 21 giorni dall'inizio dei sintomi. |
Si è contagiosi prima dell'esantema? Sì, e l'incubazione è breve
La circolare del 1998 fissa l'incubazione della scarlattina da 1 a 3 giorni; la SIP, nella scheda del 2020, la allarga «tra 1 e 7 giorni». Le due fonti italiane non coincidono, e in pratica conta l'intervallo più ampio: se un compagno di classe si è ammalato, suo figlio può sviluppare i sintomi da uno a sette giorni dopo il contatto.
Sul contagio prima dei sintomi la circolare tace, mentre la SIP scrive che «i malati sono contagiosi 1-5 giorni prima dello sviluppo dei sintomi». Questo cambia il modo di leggere un caso a scuola: quando compare l'esantema, la trasmissione ai compagni può essere già avvenuta, e le 48 ore di isolamento servono a fermare quella successiva.
La trasmissione, per la SIP, avviene per via aerea, per contatto con il muco o la saliva di chi è infetto. È lo stesso meccanismo del raffreddore, con una differenza: qui un antibiotico spegne la contagiosità nel giro di ore.
Senza antibiotico: contagiosi per settimane
Nessuna delle fonti indica un giorno di picco della contagiosità. Quello che la circolare fissa è la durata senza trattamento: «da 10 a 21 giorni dalla comparsa dell'esantema, nei casi non trattati e non complicati». La SIP dice la stessa cosa senza numeri: per tutta la durata della malattia, se non viene iniziata una terapia adeguata.
Le autorità vicine sono sulla stessa linea. L'NHS parla di 2-3 settimane senza trattamento, l'RKI arriva a 21 giorni, Ameli indica 10-21 giorni, il RIVM 14-21 giorni. Tre settimane contro due giorni: è la differenza tra curare e non curare la scarlattina, ed è il motivo per cui tampone e antibiotico si fanno in fretta.
Quando la scarlattina non è più contagiosa: 24-48 ore di antibiotico
Con l'antibiotico il contagio finisce presto. La circolare del 1998 scrive che la terapia antibiotica, con penicillina o altri antibiotici appropriati, «determina cessazione della contagiosità entro 24-48 ore», e stabilisce per il malato l'isolamento domiciliare per 48 ore dall'inizio di un'adeguata terapia. La SIP nel 2020 sceglie la stessa soglia: con un trattamento adeguato «il bambino non è più contagioso dopo 48 ore dall'inizio della terapia».
Il conteggio parte dalla prima dose, non dal giorno della diagnosi né dalla scomparsa della febbre. Se la prima dose è stata data martedì sera, le 48 ore scadono giovedì sera; il calcolatore le dà la data. L'esantema e la successiva desquamazione della pelle, che l'NHS descrive come simile a una scottatura solare, seguono un calendario proprio e nessuna delle sei autorità li collega alla contagiosità.
I sintomi, invece, durano più delle 48 ore: l'NHS indica circa una settimana di malattia, Thuisarts 7-10 giorni. Un bambino con la gola ancora arrossata al terzo giorno di antibiotico non è più contagioso secondo la regola italiana, anche se non è ancora del tutto guarito.
Tampone faringico e test rapido: cosa dicono e cosa no
La diagnosi passa dal tampone. La SIP scrive che un esito positivo o negativo al test antigenico rapido «è sufficiente per la diagnosi nella maggior parte dei casi», e nei casi dubbi la conferma viene dal tampone faringeo colturale. Un test positivo, con i sintomi, dice che serve l'antibiotico; con la prima dose parte il conto delle 48 ore.
Un test positivo senza sintomi dice molto meno. La guida SIP del 2023 stima che «dal 10 al 25%» dei bambini positivi al tampone siano in realtà portatori dello streptococco: lo stato di portatore «può perdurare da settimane a mesi», ma è associato a un rischio minimo di complicanze e a un basso rischio di trasmissione, e la SIP non raccomanda di trattarlo con antibiotici.
Da qui due regole pratiche. Non serve ripetere il tampone a fine terapia per «verificare» che il bambino non sia più contagioso: potrebbe restare positivo da portatore. E la circolare del 1998 riserva i tamponi ai contatti con sintomi, e quelli sistematici alle situazioni epidemiche o ad alto rischio.
L'antibiotico: cosa cambia per il contagio e perché va completato
La scarlattina è una delle poche malattie di questa serie in cui un farmaco cambia davvero il contagio. La circolare indica la penicillina o altri antibiotici appropriati; la SIP raccomanda come prima scelta l'amoxicillina, con un ciclo di 10 giorni. Entro 24-48 ore dalla prima dose la contagiosità cessa.
Le 48 ore di isolamento non sono però la durata della cura: il ciclo va completato anche se il bambino sta bene dal terzo giorno. La SIP elenca le complicanze che la terapia completa serve a prevenire: glomerulonefrite, endocardite, malattia reumatica, ascessi tonsillari, otiti, sinusiti. La circolare cita tra i motivi di sorveglianza i casi di febbre reumatica e di nefrite acuta in ambito scolastico.
Senza antibiotico il contagio dura 10-21 giorni. Non trattare una faringite «per vedere se passa da sola» ha quindi un costo anche per i compagni di classe, non solo per il bambino.
Rientro a scuola e al lavoro: 48 ore per la circolare, 24 per la SIP
La regola con valore ufficiale è quella della circolare n. 4 del 13 marzo 1998: «isolamento domiciliare per 48 ore dall'inizio di adeguata terapia antibiotica», con precauzioni per le secrezioni per 24 ore dall'inizio del trattamento. Per i conviventi e i contatti stretti, compresi compagni di classe e insegnanti, la circolare prevede sorveglianza sanitaria per 7 giorni dall'ultimo contatto con il caso e tampone faringeo in chi sviluppa sintomi. Nessuna esclusione per i contatti sani.
La guida SIP del 2023 è meno restrittiva: «la ripresa scolastica in caso di faringotonsillite streptococcica o scarlattina può avvenire a distanza di almeno 24 ore dall'inizio della terapia antibiotica». Il calcolatore applica le 48 ore della circolare, perché è la fonte ministeriale; ma il pediatra o la scuola possono applicare l'indicazione più recente, e con 24 ore di antibiotico e niente febbre si rientra nella prassi di molti Paesi.
I vicini, infatti, sono divisi. L'NHS britannico chiede 24 ore dalla prima dose, l'RKI tedesco 24 ore e un miglioramento dei sintomi, il Canal Salut catalano 24 ore e febbre passata. Ameli in Francia chiede 48 ore, come l'Italia. Il RIVM olandese non prevede alcuna esclusione per un caso ordinario, e applica le 24 ore solo durante un focolaio o a chi lavora nell'assistenza perinatale o con alimenti.
Situazioni concrete: fratelli, nonni, nido, lavoro, aereo
Fratelli e sorelle. Sono contatti stretti: per la circolare vanno sorvegliati per 7 giorni dall'ultimo contatto e sottoposti a tampone solo se compaiono sintomi. Non devono restare a casa se stanno bene. Se uno di loro ha mal di gola o febbre, il tampone va fatto subito, perché senza terapia contagerebbe per settimane.
Nonni e neonati in casa. Nelle prime 48 ore di antibiotico il bambino resta in casa e lontano dai più fragili: niente baci, posate e bicchieri separati, mani lavate. Dopo le 48 ore la regola italiana considera finito il contagio, anche se la gola è ancora arrossata. Un adulto che sviluppa mal di gola e febbre nella settimana successiva ha bisogno di un tampone.
Nido, scuola e lavoro. Le 48 ore si contano dalla prima dose, non dal giorno della visita: un bambino che inizia l'antibiotico martedì sera esce dalle 48 ore giovedì sera secondo la circolare, e può tornare a scuola già giovedì mattina secondo la SIP, se sta bene. Per la faringotonsillite streptococcica la SIP applica la stessa soglia delle 24 ore; nessuna fonte prevede un tampone negativo per il rientro.
Aereo e pranzo di famiglia. Prima delle 24-48 ore di antibiotico si rimanda: in aereo si sta gomito a gomito per ore, e a un pranzo di famiglia c'è quasi sempre un anziano o un bambino piccolo. Passate le 48 ore non ci sono restrizioni.
Bambini, adulti e persone fragili
La scarlattina colpisce prevalentemente i bambini tra i 5 e i 15 anni ed è rara sotto i tre anni, secondo la SIP. Le fonti italiane non indicano una durata del contagio diversa per età o per chi ha un sistema immunitario indebolito: le 24-48 ore dall'inizio dell'antibiotico valgono per tutti, e nessuna delle sei autorità pubblica un numero separato.
Quello che cambia nei fragili è il rischio, non il contagio. L'NHS invita a consultare un medico chi ha una febbre molto alta, segni di disidratazione o un sistema immunitario indebolito, per esempio per diabete o chemioterapia, e indica come segnali di emergenza la difficoltà a respirare, l'impossibilità di deglutire o sintomi che peggiorano rapidamente: in quel caso chiami il 112.
I portatori sani sono un capitolo a parte: fino a un bambino su quattro tra i positivi al tampone, secondo la SIP, con un basso rischio di trasmissione e nessuna indicazione al trattamento. Per loro non esistono giorni da contare.
Perché l'Italia dice 48 ore e il Regno Unito 24
La biologia è la stessa per tutti, e la circolare italiana la scrive con onestà: la contagiosità cessa «entro 24-48 ore». Ogni Paese ha scelto un estremo di quella forbice. Regno Unito, Germania e Catalogna hanno scelto le 24 ore, spesso aggiungendo la fine della febbre; Italia e Francia hanno scelto le 48, il limite prudente. I Paesi Bassi hanno fatto una scelta diversa: nessuna esclusione per un caso ordinario, che è ammesso a scuola o al lavoro con la normale igiene.
La regola italiana ha anche i suoi anni. La circolare è del 1998, e la SIP nel 2023 indica le 24 ore, come la maggior parte delle autorità vicine. Non è un caso isolato: già nel 2001 una revisione pubblicata dall'ISS osservava che «l'allontanamento scolastico spesso è raccomandato più per tradizione che per comprovata efficacia dell'intervento», e ricordava che le raccomandazioni italiane sull'isolamento sono contenute proprio in quella circolare.
Per lei significa una cosa semplice: 48 ore sono la regola scritta, 24 la prassi clinica più recente. Con un neonato o un nonno fragile in casa, le 48 ore restano la scelta più tranquilla.
Cosa dicono le indicazioni in sei Paesi
La stessa malattia, sei posizioni ufficiali. Dove un Paese non pubblica nulla, la tabella lo dice invece di prendere in prestito il numero del vicino.
| Indicazione | Contagioso fino al | Rientro al lavoro o a scuola | Fonte |
|---|---|---|---|
| Regno Unito e USA (NHS / CDC) | giorno 14–21 (non trattata) | Smette di contagiare 24 ore dopo la prima dose di antibiotico. Fino ad allora, niente asilo, scuola o lavoro. | NHS |
| Germania (RKI) | giorno 21 (non trattata) | Può rientrare 24 ore dopo la prima dose, se anche i sintomi sono migliorati da un giorno. | Robert Koch-Institut |
| Francia (Assurance Maladie) | giorno 10–21 (non trattata) | Smette di contagiare 48 ore dopo la prima dose di antibiotico. Fino ad allora, niente asilo, scuola o lavoro. | Ameli |
| Spagna (Sanidad / Canal Salut) | Non pubblicato | Può rientrare 24 ore dopo la prima dose di antibiotico, una volta scomparsa la febbre. | Canal Salut, ASPCAT |
| Italia (ISS) | giorno 10–21 (non trattata) | Smette di contagiare 48 ore dopo la prima dose di antibiotico. Fino ad allora, niente asilo, scuola o lavoro. | Ministero della Salute |
| Paesi Bassi (RIVM) | giorno 14–21 (non trattata) | Non è previsto alcun allontanamento. | RIVM, Thuisarts.nl |
Come fermare il contagio in casa nelle prime 48 ore
Lo streptococco passa con le goccioline di saliva e il muco, quindi le misure sono quelle delle infezioni respiratorie. L'NHS le riassume: lavarsi spesso le mani con acqua e sapone, usare fazzoletti per tosse e starnuti, non condividere posate, bicchieri, asciugamani, vestiti, lenzuola o il bagno. L'ISS, per i virus respiratori, aggiunge di aerare bene gli ambienti.
La circolare prevede per il malato precauzioni per le secrezioni per 24 ore dall'inizio del trattamento, e in ospedale la disinfezione continua delle secrezioni purulente e degli oggetti contaminati. In casa vuol dire: fazzoletti usati subito nel cestino, mani lavate dopo, e il bambino che dorme da solo per le prime due notti se possibile.
- Prima dose di antibiotico il prima possibile: il conto delle 48 ore parte da lì (circolare 1998).
- Posate, bicchieri, asciugamani e lenzuola non condivisi (NHS).
- Fazzoletti monouso e mani lavate con acqua e sapone (NHS, circolare 1998).
- Fratelli e genitori: tampone solo se compaiono sintomi, sorveglianza per 7 giorni (circolare 1998).
- Ciclo di antibiotico completato per 10 giorni anche se il bambino sta bene (SIP).
Domande frequenti
Scarlattina: quando non è più contagiosa?
Secondo la circolare ministeriale del 1998 la contagiosità cessa entro 24-48 ore dall'inizio dell'antibiotico, e il malato resta in isolamento domiciliare per 48 ore dalla prima dose. La SIP conferma le 48 ore nella scheda del 2020. Senza trattamento si resta contagiosi da 10 a 21 giorni dalla comparsa dell'esantema.
Dopo quante ore di antibiotico si può tornare a scuola con la scarlattina?
La circolare del 1998 chiede 48 ore dall'inizio della terapia antibiotica; la guida SIP del 2023 dice che il rientro può avvenire dopo almeno 24 ore. Il calcolatore applica le 48 ore della fonte ministeriale, ma il pediatra o la scuola possono seguire l'indicazione più recente. Le ore si contano dalla prima dose.
Quanto dura la scarlattina?
Le fonti italiane non indicano una durata tipica della malattia. L'NHS parla di circa una settimana, Thuisarts nei Paesi Bassi di 7-10 giorni. La contagiosità finisce molto prima, 24-48 ore dopo la prima dose di antibiotico, mentre l'esantema e la desquamazione della pelle seguono un calendario proprio.
Scarlattina senza antibiotico: per quanto tempo contagia?
Da 10 a 21 giorni dalla comparsa dell'esantema, secondo la circolare del 1998; la SIP dice per tutta la durata della malattia se non si inizia una terapia adeguata. L'NHS parla di 2-3 settimane, l'RKI di fino a 21 giorni. Non trattare una scarlattina espone quindi i compagni e la famiglia per settimane, oltre a rischiare complicanze.
Il tampone è ancora positivo dopo la cura: mio figlio è contagioso?
Non necessariamente. La SIP stima che dal 10 al 25% dei bambini positivi al tampone siano portatori sani: lo stato di portatore può durare settimane o mesi, con un basso rischio di trasmissione e un rischio minimo di complicanze, e non va trattato con antibiotici. Per questo non serve ripetere il tampone a fine terapia.
Gli adulti possono prendere la scarlattina?
La scarlattina colpisce soprattutto i bambini tra i 5 e i 15 anni ed è rara sotto i tre anni, secondo la SIP, ma lo streptococco infetta anche gli adulti, più spesso come faringotonsillite. Un genitore con mal di gola e febbre nella settimana dopo un caso in casa ha bisogno di un tampone. Un medico può valutarla in video, di solito entro 15 minuti.
Il fratello deve restare a casa da scuola?
No, se sta bene. La circolare del 1998 prevede per conviventi e contatti stretti, compresi compagni di classe e insegnanti, una sorveglianza sanitaria per 7 giorni dall'ultimo contatto con il caso e il tampone faringeo solo in chi sviluppa sintomi. I tamponi sistematici sono riservati alle situazioni epidemiche o ad alto rischio.
Quanto dura l'incubazione della scarlattina?
La circolare del 1998 indica da 1 a 3 giorni, la SIP tra 1 e 7 giorni. Le autorità vicine oscillano nello stesso intervallo: 1-3 giorni per l'RKI, 1-4 per Ameli, 2-5 per il RIVM, 3-5 per il Canal Salut. Se un compagno si è ammalato, tenga d'occhio la gola e la febbre di suo figlio per una settimana.
La pelle che si spella dopo la scarlattina è contagiosa?
Nessuna delle sei autorità collega la desquamazione al contagio. L'NHS scrive che a volte la pelle si spella, come dopo una scottatura solare, man mano che l'esantema svanisce. La contagiosità è già finita da tempo: 24-48 ore dopo la prima dose di antibiotico secondo la circolare del 1998. Non serve tenere il bambino a casa per la pelle.
Posso andare al lavoro con la faringite da streptococco?
La guida SIP del 2023 tratta insieme faringotonsillite streptococcica e scarlattina: ripresa almeno 24 ore dopo l'inizio dell'antibiotico. La circolare del 1998 fissa 48 ore per la scarlattina. Senza antibiotico si resta contagiosi per settimane. Nessuna delle fonti citate prevede un tampone negativo per il rientro.
Le regole sulla scarlattina sono uguali in Francia, Germania e Regno Unito?
No. Il Regno Unito e la Germania chiedono 24 ore dalla prima dose di antibiotico, la Germania anche un miglioramento dei sintomi; la Catalogna 24 ore e febbre passata; la Francia 48 ore come l'Italia; i Paesi Bassi non prevedono esclusione per un caso ordinario, con 24 ore solo nei focolai e per chi lavora con alimenti o in assistenza perinatale.
Quando devo chiamare il medico o il 112?
L'NHS indica di consultare un medico per febbre molto alta o brividi, segni di disidratazione come urinare meno del solito, un sistema immunitario indebolito, o un mal di gola che non migliora dopo una settimana. Chiami il 112 per difficoltà a respirare, impossibilità di deglutire, salivazione abbondante, un suono acuto inspirando o sintomi gravi che peggiorano in fretta.
Mobi Doctor la mette in contatto in video con medici abilitati registrati nell'UE, di solito entro 15 minuti, tutti i giorni dalle 7 alle 23 CET.
Consulta un medico se
- ha febbre molto alta, o sente caldo, freddo e brividi
- ci sono segni di disidratazione, come urinare meno del solito
- ha un sistema immunitario indebolito, per esempio per diabete o chemioterapia
- il mal di gola non migliora dopo una settimana
In caso di emergenza chiami il 112. Questo strumento non è per le emergenze.
- difficoltà a respirare o impossibilità di deglutire
- salivazione abbondante, segno che non si riesce a deglutire
- un suono acuto durante l'inspirazione
- sintomi gravi che peggiorano rapidamente
Informazioni su questa pagina
Scritto dalla redazione medica di Mobi Doctor. Ogni cifra di questa pagina è ricondotta a una fonte ufficiale datata, elencata sotto Fonti. Le sei serie di indicazioni nazionali restano separate: dove un'autorità non pubblica nulla, la pagina lo dice invece di prendere in prestito il numero di un Paese vicino. Ogni cifra è stata verificata in modo indipendente alla fonte prima della pubblicazione.
Revisionato da Dr. Chrysoula Liakou, MD, PhD.
Qualcosa non è aggiornato? Ci scriva dalla pagina dei contatti e verificheremo alla fonte. Contatti
Fonti
- Circolare n.4 del 13 marzo 1998 — Ministero della Salute (aggiornato 13/03/1998)
- Scarlet fever — NHS (aggiornato 23/12/2024)
- Sore throat — NHS (aggiornato 08/04/2024)
- RKI-Ratgeber Streptococcus pyogenes — Robert Koch-Institut (aggiornato 01/02/2024)
- Scarlatine : definition, symptomes, transmission — Ameli (Assurance Maladie) (aggiornato 24/03/2025)
- Scarlatine : prevention — Ameli (Assurance Maladie) (aggiornato 26/03/2025)
- Escarlatina — Canal Salut (Generalitat de Catalunya) (aggiornato 27/04/2023)
- Exclusio escolar — ASPCAT (Generalitat de Catalunya) (aggiornato 03/12/2025)
- Groep A-streptokokkeninfectie — RIVM (aggiornato 03/07/2026)
- Mijn kind heeft roodvonk — Thuisarts.nl (aggiornato 27/07/2026)
- Scarlattina: incubazione, trasmissione e sintomi — SIP (Società Italiana di Pediatria) (aggiornato 01/09/2020)
- Streptococco: ecco la guida della SIP — SIP (Società Italiana di Pediatria) (aggiornato 24/05/2023)
- L'allontanamento dalla frequenza scolastica come misura di controllo delle malattie infettive. Revisione dell'evidenza — EpiCentro / Istituto Superiore di Sanità (Bollettino Epidemiologico Nazionale) (aggiornato 01/11/2001)
- Virus parainfluenzali e agenti del raffreddore: precauzioni e trattamento — EpiCentro / Istituto Superiore di Sanità (aggiornato 22/09/2026)
Altre malattie
Periodi di contagiosità delle altre malattie coperte da questo strumento.
Questo strumento fornisce informazioni generali basate su indicazioni pubblicate. Non fa diagnosi e non sostituisce il parere di un medico che conosce la sua situazione. La malattia la sceglie lei; noi non stabiliamo che cosa ha.
↑ Torna su