Italiano
Quanto dura l'influenza e per quanto tempo si resta contagiosi?
Secondo l'Istituto Superiore di Sanità, chi ha l'influenza è contagioso da uno o due giorni prima della comparsa dei sintomi fino a circa cinque giorni dopo, talvolta fino a dieci.
Revisionato da Dr. Chrysoula Liakou, MD, PhDCifre verificate alle fonti il 22/09/2026Pagina aggiornata il 24/09/2026
In questa pagina
Calcoli le sue dateIn sintesiGiorno per giornoSi è contagiosi prima dei sintomi? Sì, da uno o due giorni primaIl picco dell'influenza: i giorni in cui si contagia di piùQuanto dura l'influenza e quando finisce il contagio (la tosse residua non conta)Il tampone rapido per l'influenza: cosa le dice davveroAntivirali e antibiotici: cosa cambia per il contagioRientro al lavoro e a scuola con l'influenza: la regola italianaSituazioni concrete: neonato in casa, nonni, letto, palestra, aereo, RSABambini, anziani e sistema immunitario indebolito: chi contagia più a lungoPerché le indicazioni sull'influenza cambiano da Paese a PaeseCome non contagiare chi vive con leiCosa dicono le indicazioni in sei PaesiDomande frequentiConsulta un medico seInformazioni su questa paginaFontiAltre malattieIn sintesi
- Incubazione: i sintomi compaiono 1–2 giorni dopo l'infezione.
- Contagioso da 2 giorni prima dei sintomi.
- Di solito contagioso fino al giorno 5; limite massimo giorno 10.
- Dura di solito circa 7 giorni.
- Rientro al lavoro o a scuola: Resti a casa dal lavoro o da scuola fino alla guarigione, di solito circa 7 giorni.
- Bambini: I bambini piccoli possono restare contagiosi più a lungo.
Quanto dura l'influenza in tutto? Per la maggior parte delle persone la guarigione richiede circa una settimana, e l'ISS consiglia di non tornare al lavoro o a scuola prima. Bambini e persone immunodepresse possono contagiare più a lungo.
«Quanto dura l'influenza» e «quanto dura il contagio» sono due domande diverse, e questa pagina le tiene separate. I sintomi durano di solito 3-4 giorni ma possono prolungarsi per una o due settimane, e la tosse anche oltre; il periodo in cui può contagiare gli altri, invece, si conta dal primo giorno di sintomi e per l'ISS finisce di norma intorno al quinto.
I numeri italiani di questa pagina vengono dalla scheda sull'influenza di EpiCentro, il portale dell'ISS, aggiornata il 31 ottobre 2025. Dove l'ISS non pubblica un dato lo diciamo, e riportiamo cosa dicono le autorità di Germania, Francia, Spagna, Paesi Bassi, Regno Unito e Stati Uniti senza farlo passare per una regola italiana. Il calcolatore applica questi numeri alle sue date.
Giorno per giorno
Contando il giorno di inizio dei sintomi come giorno 0, ecco come cadono i numeri di Italia (ISS).
| Giorno | Cosa succede |
|---|---|
| −2 | Puoi già trasmettere l'influenza, prima di sentirti male. |
| 0 | Iniziano i sintomi. È il giorno di riferimento per ogni numero di questa pagina. |
| 5 | Per la maggior parte delle persone il periodo di contagiosità è finito. |
| 10 | Limite massimo per un adulto altrimenti sano. |
Si è contagiosi prima dei sintomi? Sì, da uno o due giorni prima
L'ISS scrive che le persone infette sono contagiose «da un giorno o due prima che i sintomi compaiano». L'incubazione dell'influenza è breve, in genere 1-2 giorni: significa che tra il momento in cui il virus entra nel naso e i primi brividi passa pochissimo tempo, e che in quella finestra si può già trasmettere l'infezione senza saperlo.
È questa la ragione per cui l'influenza attraversa uffici, classi e famiglie prima che qualcuno decida di restare a casa. Il CDC statunitense arriva a una conclusione simile: il virus è rilevabile nella maggior parte delle persone infette a partire da un giorno prima dei sintomi, e anche chi è infetto ma non ha sintomi può, in alcuni casi, contagiare i contatti stretti.
In pratica: se un collega o un figlio ha avuto la febbre lunedì, chi gli è stato accanto sabato e domenica era già esposto. Il calcolatore di questa pagina fa il conto a ritroso al posto suo.
Il picco dell'influenza: i giorni in cui si contagia di più
L'ISS non indica un giorno preciso di massima contagiosità: descrive una finestra che si apre 1-2 giorni prima dei sintomi e si chiude intorno al quinto giorno. Il CDC è più esplicito e colloca il picco nei primi tre giorni di malattia; il RIVM olandese lo mette tra il primo e il terzo giorno dopo l'inizio dei sintomi.
L'ISS spiega che i virus influenzali si diffondono attraverso le goccioline di saliva prodotte tossendo, starnutendo o semplicemente parlando, e per contatto diretto o indiretto tramite oggetti e utensili. Il picco indicato dal CDC coincide con i giorni di febbre, tosse e starnuti, cioè con i giorni in cui di goccioline se ne producono di più.
Attenzione a non confondere questo picco individuale con il «picco dell'influenza» di cui parlano i telegiornali, cioè il momento della stagione in cui circolano più casi. Qui parliamo dei giorni in cui una singola persona malata è più pericolosa per chi le sta intorno.
Quanto dura l'influenza e quando finisce il contagio (la tosse residua non conta)
Per l'ISS il periodo di contagiosità dura «fino a circa cinque giorni dopo l'inizio della sintomatologia, talvolta fino a 10 giorni dopo». Per un adulto sano il quinto giorno è quindi il riferimento; il decimo è il limite prudenziale che l'ISS stesso segnala come possibile.
I sintomi non seguono lo stesso calendario. Secondo l'ISS durano di solito 3-4 giorni ma possono prolungarsi per una o due settimane, e la tosse «può essere grave e molto fastidiosa» e durare due o più settimane. Una tosse che continua alla terza settimana, senza febbre, è fuori dalla finestra di contagiosità che l'ISS descrive.
Nel concreto: se all'ottavo giorno ha ancora la tosse ma la febbre è passata da giorni, il rischio per gli altri è ormai molto basso, e al decimo giorno l'ISS lo considera finito anche nei casi più lunghi. Se invece la febbre torna o la tosse peggiora, non è più una questione di contagio ma di complicanze: l'ISS ricorda che la più comune è una sovrainfezione batterica che può arrivare fino alla polmonite, e a quel punto serve una visita medica.
Il tampone rapido per l'influenza: cosa le dice davvero
L'ISS non pubblica indicazioni per i cittadini sull'uso dei test rapidi per l'influenza, e nessuna regola italiana lega il rientro al lavoro o a scuola a un test negativo. Il periodo di contagiosità si conta dal primo giorno di sintomi, non dalla data del tampone.
Un test positivo le dice quale virus ha, e questo è utile per chi è a rischio di complicanze, perché gli antivirali vanno iniziati presto. Non le dice quanto è contagioso in quel momento, e non accorcia né allunga la finestra dell'ISS. Un test negativo fatto nei primi giorni non è una garanzia: se ha febbre e sintomi respiratori, l'ISS chiede comunque di restare a casa, specie nella fase iniziale.
Antivirali e antibiotici: cosa cambia per il contagio
L'ISS riserva gli antivirali a casi selezionati, in particolare a chi rischia complicanze, e precisa che devono essere somministrati precocemente, entro 48 ore dall'insorgenza dei sintomi. Da nessuna parte la scheda afferma che l'antivirale accorci il periodo in cui si è contagiosi: la regola per il rientro, cioè la guarigione in circa una settimana, non cambia per chi lo prende.
Gli antibiotici non c'entrano con l'influenza. L'ISS è netto: «gli antibiotici non uccidono i virus», quindi un trattamento antibiotico non previene né cura le sindromi influenzali. Per un adulto non immunodepresso il trattamento normale è il riposo. Un antibiotico ha senso solo se il medico sospetta una sovrainfezione batterica, come una bronchite o una polmonite, e non ha alcun effetto sulla trasmissione del virus.
Rientro al lavoro e a scuola con l'influenza: la regola italiana
La regola dell'ISS è semplice e prudente: «astenersi dal lavoro o da scuola fino alla guarigione che, per la maggior parte delle persone, richiede circa una settimana». Aggiunge di restare a casa se si presentano sintomi attribuibili a malattie respiratorie febbrili, specie nella fase iniziale. È una raccomandazione sanitaria, non un obbligo: l'influenza stagionale non compare tra le malattie con misure di isolamento della circolare ministeriale del 1998.
I Paesi vicini sono meno esigenti. In Germania la BZgA consiglia 3-5 giorni a casa e comunque finché non si sta meglio. In Francia Ameli indica 5 giorni di contagiosità, 7 nei bambini, ma non pubblica una regola di rientro. Nei Paesi Bassi il RIVM non prevede alcuna esclusione formale e nota che il rischio cala dopo il quinto giorno. L'NHS britannico dice di restare a casa finché si ha febbre o ci si sente male, mentre il CDC parla di 5-7 giorni di contagiosità.
In sintesi: al quinto giorno, per l'ISS, la maggior parte delle persone smette di contagiare; dopo una settimana, sempre per l'ISS, si è guariti. Chi torna in ufficio al sesto giorno con la tosse ma senza febbre rientra in quello che gli altri Paesi tollerano, e anticipa di poco quello che consiglia l'ISS.
Situazioni concrete: neonato in casa, nonni, letto, palestra, aereo, RSA
Neonato o nonni in casa. L'ISS elenca tra le categorie a rischio di complicanze le donne in gravidanza, i bambini tra 6 mesi e 6 anni, gli anziani e i malati cronici. Con un neonato o un anziano in casa vale tutta la finestra: dai 2 giorni prima dei sintomi fino al quinto giorno, meglio fino al decimo se può. Chi è malato tenga la mascherina chirurgica quando è nella stessa stanza: l'ISS scrive che, indossata da chi ha sintomi, può ridurre le infezioni tra i contatti stretti.
Dormire nello stesso letto. Le goccioline si producono anche parlando, e a letto si parla a mezzo metro. Nei primi tre giorni, che il CDC indica come i più contagiosi, una stanza separata è la misura più efficace; altrimenti finestra aperta e teste alle due estremità del letto.
Palestra e aereo. Fino al quinto giorno dall'inizio dei sintomi si è nella finestra di contagiosità dell'ISS: una lezione di gruppo o un volo in quei giorni espone chi le sta accanto. L'ISS chiede la guarigione, circa una settimana: rimandi se può, e se deve partire indossi la mascherina per tutto il viaggio.
Pranzo di famiglia e visita in RSA. Se cade entro il quinto giorno, rinunci; con nonni over 65 o parenti con malattie croniche a tavola, aspetti la guarigione completa. In casa di riposo vale la stessa regola: l'ISS chiede di restare a casa con sintomi respiratori febbrili, e in una RSA quasi tutti i residenti rientrano nelle categorie a rischio.
Bambini, anziani e sistema immunitario indebolito: chi contagia più a lungo
L'ISS afferma che «i bambini e le persone con sistema immunitario indebolito possono essere contagiosi per un tempo ancora più lungo», ma non quantifica di quanto. Chi cerca un numero lo trova solo all'estero: Ameli in Francia porta la finestra dei bambini a 7 giorni, Thuisarts nei Paesi Bassi fino a 14 giorni, e il RIVM avverte che nelle persone immunodepresse l'eliminazione del virus può durare settimane o mesi. Il CDC conferma che bambini piccoli e immunodepressi possono essere contagiosi più a lungo, senza dare cifre.
Per gli anziani il tema non è tanto la durata del contagio quanto il rischio di ammalarsi gravemente: l'ISS li elenca tra le categorie a rischio insieme alle donne in gravidanza, ai bambini tra 6 mesi e 6 anni e ai malati cronici. Per tutte queste persone l'ISS indica la vaccinazione come «il modo migliore di prevenire e combattere l'influenza», con campagne che partono all'inizio di ottobre.
Perché le indicazioni sull'influenza cambiano da Paese a Paese
Sul punto essenziale le autorità sono d'accordo: si contagia da circa un giorno prima dei sintomi e per circa cinque giorni dopo. Divergono sul limite massimo e sulla regola di rientro. L'ISS è l'unico a scrivere «talvolta fino a 10 giorni»; CDC, RKI e RIVM si fermano a 7; Ameli a 5. Sul rientro l'Italia chiede la guarigione completa, la Germania 3-5 giorni, i Paesi Bassi nessuna esclusione, il Regno Unito finché ci si sente male, Francia e Spagna non pubblicano nulla.
La differenza dipende da chi scrive e per chi. Le schede di RKI e RIVM sono guide per operatori di sanità pubblica e riportano la durata media dell'eliminazione del virus; la scheda dell'ISS e quella di Ameli parlano ai cittadini e scelgono formulazioni prudenti. In tutti e sei i casi si tratta di raccomandazioni, non di obblighi.
C'è anche una tradizione italiana di cautela sulle assenze da scuola. Già nel 2001 una revisione pubblicata dall'ISS osservava che «l'allontanamento scolastico spesso è raccomandato più per tradizione che per comprovata efficacia dell'intervento». Il consiglio di restare a casa una settimana intera va letto in questa luce: protegge chi le sta intorno, ma il rischio reale per gli altri cala molto prima.
Cosa dicono le indicazioni in sei Paesi
La stessa malattia, sei posizioni ufficiali. Dove un Paese non pubblica nulla, la tabella lo dice invece di prendere in prestito il numero del vicino.
| Indicazione | Contagioso fino al | Rientro al lavoro o a scuola | Fonte |
|---|---|---|---|
| Regno Unito e USA (NHS / CDC) | giorno 5–7 | Resti a casa finché ha febbre o non si sente abbastanza bene. Poi può rientrare. | CDC, NHS |
| Germania (RKI) | giorno 5–7 | Resti a casa da 3 a 5 giorni, e finché i sintomi non sono nettamente migliorati. | Robert Koch-Institut, BZgA infektionsschutz.de |
| Francia (Assurance Maladie) | giorno 5 | Non pubblicato | Ameli |
| Spagna (Sanidad / Canal Salut) | giorno 3–7 | Non pubblicato | Ministerio de Sanidad, Comunidad de Madrid |
| Italia (ISS) | giorno 5–10 | Resti a casa dal lavoro o da scuola fino alla guarigione, di solito circa 7 giorni. | EpiCentro / Istituto Superiore di Sanità |
| Paesi Bassi (RIVM) | giorno 5–7 | Non c'è un periodo formale di allontanamento. Rientri una volta guarito; il rischio per chi le sta intorno cala nettamente 5 giorni dopo l'inizio dei sintomi. | RIVM |
Come non contagiare chi vive con lei
Le misure dell'ISS sono poche e concrete. Lavare regolarmente le mani e asciugarle correttamente, perché il virus passa anche per contatto indiretto attraverso oggetti e utensili. Restare a casa con sintomi respiratori febbrili, soprattutto nella fase iniziale, quando si contagia di più. Indossare una mascherina chirurgica se si hanno sintomi e si sta con altre persone: può ridurre le infezioni tra i contatti stretti.
Nella scheda dedicata ai virus del raffreddore l'ISS aggiunge consigli validi anche per l'influenza: aerare bene gli ambienti, non condividere bicchieri, tazze e oggetti personali con chi è malato, eliminare il fumo. E per la prossima stagione, la vaccinazione resta per l'ISS la misura più efficace, soprattutto per le persone a rischio e per chi vive con loro.
- Mani: lavarle spesso con acqua e sapone e asciugarle bene (ISS).
- Mascherina chirurgica su chi ha i sintomi, quando è con altri (ISS).
- Stanza separata, se possibile, nei primi 3 giorni di malattia (CDC: i più contagiosi).
- Aerare le stanze e non condividere bicchieri e posate (ISS).
- A casa fino alla guarigione, circa una settimana (ISS).
Domande frequenti
Quanto dura l'influenza?
Secondo l'ISS i sintomi durano di solito 3-4 giorni, ma possono prolungarsi per una o due settimane, e la tosse può durare due o più settimane. La guarigione completa richiede per la maggior parte delle persone circa una settimana. Se i sintomi non migliorano dopo 7 giorni, o compare affanno, consulti un medico; per dolore al petto improvviso o grave difficoltà a respirare chiami il 112.
Influenza: quanto dura il contagio?
Per l'ISS si è contagiosi da uno o due giorni prima dei sintomi fino a circa cinque giorni dopo il loro inizio, in alcuni casi fino a dieci. Contando il primo giorno di sintomi come giorno 0, il rischio per gli altri è alto fino al giorno 5 e considerato finito al giorno 10 anche nei casi più lunghi.
L'influenza è contagiosa prima della febbre?
Sì. L'ISS colloca l'inizio della contagiosità uno o due giorni prima della comparsa dei sintomi, e l'incubazione dura appena 1-2 giorni. Il CDC aggiunge che alcune persone infette senza sintomi possono comunque contagiare i contatti stretti. Per questo l'influenza si diffonde in famiglia e in ufficio prima che qualcuno resti a casa.
Quando l'influenza non è più contagiosa?
Di norma intorno al quinto giorno dall'inizio dei sintomi, secondo l'ISS; il limite massimo indicato è il decimo giorno. Una tosse residua senza febbre oltre questa finestra non rientra nel periodo di contagiosità descritto dall'ISS. Bambini e persone immunodepresse possono restare contagiosi più a lungo.
Dopo quanti giorni si può tornare al lavoro con l'influenza?
L'ISS consiglia di astenersi dal lavoro o da scuola fino alla guarigione, che per la maggior parte delle persone richiede circa una settimana. Non è un obbligo di legge. In Germania la BZgA indica 3-5 giorni e comunque finché non si sta meglio; nei Paesi Bassi il RIVM non prevede esclusioni e nota che il rischio cala dopo il quinto giorno.
Posso tornare in palestra dopo l'influenza?
Fino al quinto giorno dall'inizio dei sintomi si è ancora nella finestra di contagiosità dell'ISS, e una lezione di gruppo espone gli altri. L'ISS chiede di aspettare la guarigione, circa una settimana. Ripartire troppo presto non cambia solo il rischio per gli altri: se la febbre torna o compare affanno, serve un medico.
Si può prendere l'aereo con l'influenza?
Nei primi cinque giorni dall'inizio dei sintomi chi le siede accanto può contagiarsi, e il CDC indica i primi tre giorni come i più contagiosi. Se può, rimandi il volo fino alla guarigione, come consiglia l'ISS. Se deve partire, indossi una mascherina chirurgica per tutto il viaggio e lavi spesso le mani.
Per quanto tempo un bambino con l'influenza è contagioso?
L'ISS dice che i bambini possono essere contagiosi «per un tempo ancora più lungo» rispetto ai circa cinque giorni degli adulti, ma non dà un numero. Ameli in Francia indica 7 giorni, Thuisarts nei Paesi Bassi fino a 14. Per un bambino piccolo in casa con un neonato o un nonno, è prudente contare almeno una settimana.
Gli antivirali riducono il contagio dell'influenza?
L'ISS li riserva a casi selezionati a rischio di complicanze e chiede di iniziarli entro 48 ore dall'inizio dei sintomi, ma non afferma che accorcino il periodo di contagiosità. La regola di rientro resta la guarigione, circa una settimana. Gli antibiotici, invece, non agiscono sui virus e non cambiano nulla per la trasmissione.
Ho ancora la tosse: sono contagioso?
Secondo l'ISS la tosse può durare due o più settimane, molto oltre la finestra di contagiosità, che si chiude di norma al quinto giorno e al massimo al decimo. Una tosse senza febbre alla seconda o terza settimana non è più un rischio di contagio secondo questi numeri; se peggiora o torna la febbre, si faccia visitare.
Come proteggere un neonato o i nonni se ho l'influenza?
Per l'ISS gli anziani e i bambini tra 6 mesi e 6 anni sono a rischio di complicanze. Tenga la distanza per tutta la finestra, dai 2 giorni prima dei sintomi al quinto giorno, meglio fino al decimo. Indossi una mascherina chirurgica nella stessa stanza, lavi le mani prima di toccare il bambino e aeri le stanze. Se ha dubbi, un medico può valutarla in video, di solito entro 15 minuti.
Influenza 2026: le indicazioni sul contagio sono cambiate?
No. La scheda EpiCentro dell'ISS, nell'ultimo aggiornamento del 31 ottobre 2025, riporta ancora oggi la stessa finestra di sempre: contagiosi da 1-2 giorni prima dei sintomi fino a circa 5 giorni dopo, talvolta 10, e una settimana a casa fino alla guarigione. Per chi è a rischio l'ISS raccomanda la vaccinazione, con campagne che iniziano a ottobre.
Mobi Doctor la mette in contatto in video con medici abilitati registrati nell'UE, di solito entro 15 minuti, tutti i giorni dalle 7 alle 23 CET.
Consulta un medico se
- ha 65 anni o più, è incinta o ha partorito da poco
- ha una malattia cronica o un sistema immunitario indebolito
- si sente molto male o ha il fiato corto
- i sintomi non migliorano dopo 7 giorni
- è preoccupato per i sintomi di un neonato o di un bambino
In caso di emergenza chiami il 112. Questo strumento non è per le emergenze.
- dolore al petto improvviso
- grave difficoltà a respirare — affanno, soffocamento o impossibilità di parlare
- tosse con sangue
Informazioni su questa pagina
Scritto dalla redazione medica di Mobi Doctor. Ogni cifra di questa pagina è ricondotta a una fonte ufficiale datata, elencata sotto Fonti. Le sei serie di indicazioni nazionali restano separate: dove un'autorità non pubblica nulla, la pagina lo dice invece di prendere in prestito il numero di un Paese vicino. Ogni cifra è stata verificata in modo indipendente alla fonte prima della pubblicazione.
Revisionato da Dr. Chrysoula Liakou, MD, PhD.
Qualcosa non è aggiornato? Ci scriva dalla pagina dei contatti e verificheremo alla fonte. Contatti
Fonti
- Influenza — EpiCentro / Istituto Superiore di Sanità (aggiornato 31/10/2025)
- Flu — NHS (aggiornato 03/02/2026)
- How Flu Spreads — CDC (aggiornato 17/09/2024)
- RKI-Ratgeber Influenza (saisonal) — Robert Koch-Institut (aggiornato 14/01/2026)
- Erregersteckbrief Grippe (Influenza) — BZgA infektionsschutz.de (aggiornato 23/04/2018)
- Atemwegsinfektionen — BZgA infektionsschutz.de (aggiornato 17/03/2025)
- Reconnaitre la grippe — Ameli (Assurance Maladie) (aggiornato 07/10/2025)
- Gripe (enfermedades prevenibles, profesionales) — Ministerio de Sanidad (aggiornato 22/09/2026)
- Preguntas y respuestas sobre la vacunación frente a la gripe. Información para la ciudadanía (octubre 2021) — Ministerio de Sanidad (aggiornato 2021-10)
- Gripe — Comunidad de Madrid (aggiornato 21/09/2026)
- Influenza — RIVM (aggiornato 18/03/2025)
- Ik heb griep — Thuisarts.nl (aggiornato 10/08/2026)
- Virus parainfluenzali e agenti del raffreddore: precauzioni e trattamento — EpiCentro / Istituto Superiore di Sanità (aggiornato 22/09/2026)
- L'allontanamento dalla frequenza scolastica come misura di controllo delle malattie infettive. Revisione dell'evidenza — EpiCentro / Istituto Superiore di Sanità (Bollettino Epidemiologico Nazionale) (aggiornato 01/11/2001)
- Circolare n.4 del 13 marzo 1998 — Ministero della Salute (aggiornato 13/03/1998)
Altre malattie
Periodi di contagiosità delle altre malattie coperte da questo strumento.
Questo strumento fornisce informazioni generali basate su indicazioni pubblicate. Non fa diagnosi e non sostituisce il parere di un medico che conosce la sua situazione. La malattia la sceglie lei; noi non stabiliamo che cosa ha.
↑ Torna su