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Italiano
In base alle indicazioni di Italia (ISS)

Quanto dura il Covid e per quanto tempo si resta contagiosi?

In Italia chi risulta positivo al Covid-19 non ha più l'obbligo di isolamento.

Contagioso fino alNon pubblicatoItalia (ISS) non pubblica un periodo di contagiosità per il COVID-19, quindi questa pagina mostra solo le regole pubblicate.
Rientro al lavoro o a scuolaL'isolamento non è più obbligatorio. Eviti il contatto con le persone fragili e mantenga igiene delle mani e ricambio d'aria.

Revisionato da Dr. Chrysoula Liakou, MD, PhDCifre verificate alle fonti il 22/09/2026Pagina aggiornata il 24/09/2026

In questa paginaCalcoli le sue dateIn sintesiGiorno per giornoSi è contagiosi prima dei sintomi? Sì, e per il Covid conta moltoI giorni più contagiosi: intorno all'inizio dei sintomiQuando finisce il contagio e quanto dura il CovidTampone positivo: cosa dice e cosa non diceAntivirali e antibiotici: cosa cambia per il contagioRientro al lavoro e a scuola: la circolare dell'11 agosto 2023Situazioni concrete: neonato, nonni, letto, palestra, aereo, RSABambini, anziani e sistema immunitario indebolitoPerché le regole sul Covid sono diverse da Paese a PaeseCome non contagiare chi vive con leiCosa dicono le indicazioni in sei PaesiDomande frequentiConsulta un medico seInformazioni su questa paginaFontiAltre malattie

In sintesi

  • Italia (ISS) non pubblica un periodo di contagiosità per il COVID-19, quindi questa pagina mostra solo le regole pubblicate.
  • Regno Unito e USA (NHS / CDC): Di solito contagioso fino al giorno 5; limite massimo giorno 10.
  • Rientro al lavoro o a scuola: L'isolamento non è più obbligatorio. Eviti il contatto con le persone fragili e mantenga igiene delle mani e ricambio d'aria.

La circolare ministeriale dell'11 agosto 2023 chiede tre cose: restare a casa finché ci sono sintomi, mascherina con altre persone, distanza dai più fragili. Su quanto dura il Covid e per quanti giorni si resta contagiosi, ISS e Ministero non danno cifre; l'ECDC indica fino a 10 giorni dai sintomi negli adulti nei casi lievi.

Questa pagina risponde quindi a due domande con due fonti diverse. La regola di comportamento in Italia è quella della circolare del Ministero della Salute, che sostituisce l'isolamento obbligatorio con raccomandazioni. I numeri sul contagio, invece, non esistono in una scheda italiana aggiornata, e li riportiamo da ECDC, RKI e RIVM dicendo ogni volta chi li pubblica.

«Quanto dura il Covid» dipende dalla persona: l'NHS scrive che la maggior parte delle persone sta meglio entro alcune settimane, e le autorità italiane non danno una durata. La domanda utile per chi le sta intorno è un'altra: per quanti giorni può contagiare. Il calcolatore applica le finestre pubblicate alle sue date, e la tabella confronta sei Paesi che hanno scelto regole diverse.

Giorno per giorno

Italia (ISS) non pubblica un periodo di contagiosità giorno per giorno per il COVID-19.

Si è contagiosi prima dei sintomi? Sì, e per il Covid conta molto

Né l'ISS né il Ministero pubblicano un dato su quando inizia la contagiosità. L'ECDC, l'agenzia europea, scrive che le persone diventano contagiose circa 48 ore prima della comparsa dei sintomi. Il RIVM olandese è più prudente e considera possibile la trasmissione da 5 giorni prima; l'RKI tedesco colloca l'inizio della fase di massima contagiosità 3 giorni prima dei sintomi.

L'incubazione spiega perché la finestra pre-sintomatica è così larga. Per l'RKI i sintomi compaiono da 1 a 8 giorni dopo il contagio, tipicamente dopo 3-4; per il RIVM da 1 a 14 giorni, tipicamente 3-6. In quei giorni il virus si moltiplica in gola e nel naso prima che lei si accorga di qualcosa.

In pratica: se ha avuto i primi sintomi giovedì, chi le è stato vicino martedì e mercoledì era esposto, secondo l'ECDC. La circolare italiana, tuttavia, non prevede più nulla per i contatti: autosorveglianza e obbligo di mascherina per chi è stato a contatto con un positivo sono stati aboliti nell'agosto 2023.

I giorni più contagiosi: intorno all'inizio dei sintomi

L'ECDC scrive che si è più contagiosi «quando si hanno i sintomi». Le due autorità che descrivono una finestra di picco la collocano a cavallo del primo giorno di malattia: il RIVM da 2 giorni prima a 3 giorni dopo l'inizio dei sintomi, l'RKI da 3 giorni prima a 5 giorni dopo.

Questo è il punto che rende il Covid diverso dall'influenza: una parte importante dei contagi avviene quando la persona non sa ancora di essere malata, e i primi giorni con sintomi sono i più pericolosi per chi vive con lei. È anche il motivo per cui la circolare chiede la mascherina «se si entra in contatto con altre persone» fin dal primo giorno, senza aspettare l'esito di un test.

Quando finisce il contagio e quanto dura il Covid

L'ECDC dà il limite più chiaro: gli adulti con Covid lieve o moderato «non restano contagiosi oltre 10 giorni dall'inizio dei sintomi». Chi ha avuto una forma grave o una forte immunodepressione può restarlo fino a 20 giorni. L'RKI indica che di norma il contagio finisce intorno al quinto giorno, mentre tracce del virus restano rilevabili per circa 11 giorni senza che questo significhi essere ancora contagiosi. Il RIVM parla di 5-7 giorni.

In Italia la regola non è un numero ma una condizione: la circolare chiede di restare a casa «se e fin quando sintomatici». Il giorno in cui febbre, tosse e mal di gola passano è il giorno in cui la raccomandazione decade. Per i pazienti fragili o immunodepressi la circolare aggiunge un controllo: contattare il medico se i sintomi non migliorano dopo tre giorni.

Sintomi e contagio non finiscono insieme. L'NHS britannico scrive che la maggior parte delle persone sta meglio entro alcune settimane: una stanchezza o una tosse residua possono durare più del contagio, ma nessuna delle sei autorità le considera segno di contagiosità, e l'ECDC chiude la finestra a 10 giorni nei casi lievi.

Tampone positivo: cosa dice e cosa non dice

Un tampone positivo dice che il virus è presente, non che lei sia ancora in grado di trasmetterlo. Lo scrive l'ECDC: «il rilevamento del virus non significa necessariamente che una persona sia contagiosa». L'RKI aggiunge il numero: il materiale virale resta rilevabile per circa 11 giorni, ben oltre la fine del contagio.

Per questo la circolare italiana non lega più niente al tampone. Chi è positivo non ha obblighi, ha raccomandazioni, e nessuna regola chiede un test negativo per tornare al lavoro o a scuola. Il Regno Unito ha scelto la strada opposta e conta i giorni dal test: l'NHS chiede di evitare contatti per 5 giorni dopo un test positivo, 3 giorni per i minori di 18 anni, e per 10 giorni di stare lontano dalle persone più a rischio.

Un consiglio pratico: il tampone serve a chi è a rischio di complicanze, perché una diagnosi precoce apre la strada alle terapie, e serve prima di visitare una persona fragile. Non serve a decidere il giorno del rientro, che in Italia dipende dai sintomi.

Antivirali e antibiotici: cosa cambia per il contagio

L'AIFA riserva gli antivirali contro il Covid agli adulti che non hanno bisogno di ossigeno ma presentano un rischio elevato di sviluppare una forma grave; la decisione spetta al medico e va presa entro pochi giorni dall'inizio dei sintomi, con limiti che variano da farmaco a farmaco. Nessuna fonte italiana afferma che accorcino il periodo in cui si è contagiosi, e la circolare non fa distinzioni tra chi li prende e chi no: la raccomandazione resta la stessa, a casa finché ci sono sintomi. Per i pazienti fragili la circolare prevede il contatto con il medico se non c'è miglioramento dopo tre giorni.

Gli antibiotici non hanno alcun ruolo: l'ISS ricorda che «gli antibiotici non uccidono i virus». Possono servire solo se il medico diagnostica una sovrainfezione batterica, e in quel caso non cambiano niente per la trasmissione del virus.

Rientro al lavoro e a scuola: la circolare dell'11 agosto 2023

Dall'11 agosto 2023 «chi contrae l'infezione e risulta positivo al tampone non ha più l'obbligo di isolamento». Al suo posto, la circolare del Ministero della Salute elenca comportamenti raccomandati: rimanere a casa se e fin quando sintomatici; indossare una mascherina se si entra in contatto con altre persone; evitare il contatto con persone fragili, immunodepresse e in gravidanza; non recarsi in ospedale o in RSA; curare l'igiene delle mani; per i pazienti fragili o immunodepressi, contattare il medico se i sintomi non migliorano dopo tre giorni.

Per i contatti stretti di un positivo la circolare abroga sia l'autosorveglianza sia l'obbligo di mascherina. Non sono previsti tamponi di controllo né certificati per il rientro: conta la fine dei sintomi.

I vicini hanno scelto strade diverse. La Francia, come l'Italia, non richiede più alcun isolamento. In Germania la BZgA raccomanda 3-5 giorni a casa e comunque finché non si sta meglio. Nei Paesi Bassi il RIVM prevede l'isolamento solo su indicazione medica. Nel Regno Unito l'NHS conta 5 giorni dal test positivo, 3 per i minori di 18 anni. In Spagna il Ministerio de Sanidad non pubblica una regola.

Situazioni concrete: neonato, nonni, letto, palestra, aereo, RSA

Neonato, nonni o una persona in gravidanza in casa. È il caso che la circolare cita per nome: evitare il contatto con persone fragili, immunodepresse e in gravidanza. Finché ha sintomi stia, se può, in una stanza separata, con la mascherina quando esce, e lavi le mani prima di toccare il bambino. L'ECDC chiude la finestra a 10 giorni nei casi lievi: con un neonato in casa, contare fino al decimo giorno è la scelta prudente.

Dormire nello stesso letto. Il RIVM e l'RKI collocano il picco nei giorni intorno all'inizio dei sintomi, e la mascherina non si porta dormendo. Per quei giorni, se può, cambi stanza; se non può, aeri la camera e tenga la porta aperta.

Palestra e aereo. Con sintomi la circolare chiede di restare a casa, quindi né sala pesi né volo. Passati i sintomi non c'è più una regola italiana, ma l'ECDC ricorda che si può restare contagiosi fino al decimo giorno: in aereo, dove chi le siede accanto non può allontanarsi, la mascherina fino al decimo giorno è un gesto di riguardo verso gli altri.

Pranzo di famiglia e visita in RSA. Il pranzo si rimanda finché ha sintomi; con anziani o malati cronici a tavola, le finestre di RKI e RIVM suggeriscono di aspettare almeno 5-7 giorni. Per l'ospedale e la RSA la circolare è esplicita: non andarci. È l'unica indicazione italiana formulata come un divieto secco.

Bambini, anziani e sistema immunitario indebolito

Le persone immunodepresse possono restare contagiose molto più a lungo. L'ECDC indica fino a 20 giorni dall'inizio dei sintomi per chi ha una forte immunodepressione o una forma grave, contro i 10 dei casi lievi. RKI e RIVM dicono la stessa cosa senza cifra: chi ha un sistema immunitario indebolito può essere contagioso più a lungo. La circolare italiana non dà un numero, ma per i fragili chiede di sentire il medico se non migliorano dopo tre giorni.

Per i bambini vale il contrario. L'NHS scrive che bambini e ragazzi tendono a essere contagiosi per meno tempo degli adulti, e infatti chiede loro 3 giorni dopo il test invece di 5. ISS e Ministero non pubblicano un dato separato per i bambini. Per gli anziani il tema non è la durata del contagio ma il rischio: sono tra le persone che la circolare chiede a chi è positivo di evitare.

Perché le regole sul Covid sono diverse da Paese a Paese

Il virus non è cambiato tra Roma e Berlino; è cambiato lo scopo delle regole. Da maggio 2023 il Covid non è più considerato un'emergenza di sanità pubblica di interesse internazionale, come ricorda l'ISS, «ma il virus continua a circolare». Da quel momento ogni Paese ha deciso per conto proprio come regolarsi.

Italia e Francia hanno abolito l'isolamento e lo hanno sostituito con raccomandazioni sui comportamenti. La Germania ha mantenuto un'indicazione in giorni, 3-5, la stessa che dà per l'influenza. I Paesi Bassi lasciano decidere al medico caso per caso. Il Regno Unito conta i giorni dal test positivo. La Spagna non ha una regola pubblicata.

Le finestre biologiche, invece, sono quasi identiche: 5-7 giorni per RIVM e RKI, 10 al massimo per l'ECDC nei casi lievi. La differenza tra i Paesi non sta nel virus, ma in quanta parte di questa finestra ciascuno chiede ai cittadini di gestire da soli. L'Italia ha scelto di chiederle solo i giorni con sintomi, e di fidarsi del suo buon senso per il resto.

Cosa dicono le indicazioni in sei Paesi

La stessa malattia, sei posizioni ufficiali. Dove un Paese non pubblica nulla, la tabella lo dice invece di prendere in prestito il numero del vicino.

IndicazioneContagioso fino alRientro al lavoro o a scuolaFonte
Regno Unito e USA (NHS / CDC)giorno 5–10Se è risultato positivo: resti a casa 5 giorni dal test (3 giorni sotto i 18 anni). Eviti le persone fragili per 10 giorni.UKHSA, NHS
Germania (RKI)giorno 5Resti a casa da 3 a 5 giorni, e finché i sintomi non sono nettamente migliorati.Robert Koch-Institut, BZgA infektionsschutz.de
Francia (Assurance Maladie)Non pubblicatoL'isolamento non è più obbligatorio. Eviti il contatto con le persone fragili e mantenga igiene delle mani e ricambio d'aria.Ameli
Spagna (Sanidad / Canal Salut)Non pubblicatoNon pubblicatoMinisterio de Sanidad
Italia (ISS)Non pubblicatoL'isolamento non è più obbligatorio. Eviti il contatto con le persone fragili e mantenga igiene delle mani e ricambio d'aria.Ministero della Salute
Paesi Bassi (RIVM)giorno 5–7Non c'è un periodo di isolamento generale; le misure sono consigliate solo in situazioni specifiche.RIVM

Come non contagiare chi vive con lei

Le misure della circolare sono quattro: mascherina se si entra in contatto con altre persone, igiene delle mani, distanza dai fragili, casa finché ci sono sintomi. L'ISS, nelle indicazioni per i virus respiratori, aggiunge di aerare bene gli ambienti e di non condividere bicchieri, tazze e oggetti personali.

Il momento più importante è il primo giorno: RIVM e RKI collocano il picco intorno all'inizio dei sintomi, quindi mascherina e stanza separata servono di più subito, non dopo l'esito del tampone.

  • Mascherina ogni volta che entra in contatto con altre persone (circolare 2023).
  • Mani lavate spesso con acqua e sapone (circolare 2023).
  • Stanza separata e finestre aperte nei giorni con sintomi, i più contagiosi (RIVM, RKI).
  • Nessuna visita in ospedale o RSA e nessun contatto con fragili, immunodepressi e donne in gravidanza (circolare 2023).
  • Con un neonato o un immunodepresso in casa, contare fino al giorno 10 (ECDC).

Domande frequenti

Quanto dura il Covid?

ISS e Ministero non pubblicano una durata tipica del Covid. L'NHS scrive che la maggior parte delle persone sta meglio entro alcune settimane. La circolare italiana chiede ai pazienti fragili di sentire il medico se non migliorano dopo tre giorni. Se la febbre dura 5 giorni o più, o i sintomi peggiorano, consulti un medico; in caso di forte affanno chiami il 112.

Per quanti giorni si è contagiosi con il Covid?

Nessuna scheda italiana lo quantifica. L'ECDC indica che gli adulti con forma lieve o moderata non restano contagiosi oltre 10 giorni dall'inizio dei sintomi; il RIVM parla di 5-7 giorni e l'RKI di circa 5. Chi ha una forma grave o una forte immunodepressione può restare contagioso fino a 20 giorni.

Se sono positivo devo fare l'isolamento?

No. Dalla circolare del Ministero della Salute dell'11 agosto 2023 l'isolamento non è più obbligatorio. Restano le raccomandazioni: a casa finché ha sintomi, mascherina con altre persone, niente contatti con fragili, immunodepressi e donne in gravidanza, niente visite in ospedale o RSA, igiene delle mani.

Quando posso tornare al lavoro dopo il Covid?

In Italia quando i sintomi sono passati: la circolare chiede di restare a casa «se e fin quando sintomatici», senza un numero di giorni e senza tampone negativo. In Germania la BZgA consiglia 3-5 giorni e comunque finché non si sta meglio; nel Regno Unito l'NHS conta 5 giorni dal test positivo.

Dopo quanti giorni il tampone torna negativo?

Per l'RKI tracce del virus restano rilevabili per circa 11 giorni, ma questo non significa essere ancora contagiosi, come precisa anche l'ECDC. Nessuna regola italiana chiede un tampone negativo per rientrare al lavoro o a scuola: conta la fine dei sintomi, non l'esito del test.

Il Covid è contagioso prima dei sintomi?

Sì. L'ECDC colloca l'inizio della contagiosità circa 48 ore prima dei sintomi; il RIVM considera possibile la trasmissione fin da 5 giorni prima. Le autorità italiane non pubblicano un dato. Per questo il picco del contagio cade a cavallo del primo giorno di malattia, quando spesso non si sa ancora di essere positivi.

I bambini restano contagiosi meno a lungo?

L'NHS scrive che bambini e ragazzi tendono a essere contagiosi per meno tempo degli adulti, e chiede ai minori di 18 anni 3 giorni di cautela dopo il test invece di 5. ISS e Ministero non pubblicano un dato separato per i bambini: in Italia vale la stessa raccomandazione, a casa finché ci sono sintomi.

Posso visitare un parente in ospedale o in RSA se sono positivo?

No. La circolare del 2023 chiede a chi è positivo di non recarsi in ospedale o in RSA e di evitare il contatto con persone fragili e immunodepresse. È l'unica indicazione italiana scritta come un divieto. Se la visita non può aspettare, chiami prima la struttura e chieda come comportarsi.

Ho ancora tosse dopo due settimane: sono contagioso?

Secondo l'ECDC gli adulti con forma lieve non restano contagiosi oltre 10 giorni dall'inizio dei sintomi, quindi una tosse residua alla seconda o terza settimana non è un rischio per gli altri. Fanno eccezione le forme gravi e le persone con forte immunodepressione, per cui l'ECDC arriva a 20 giorni.

Ho avuto un contatto con un positivo: cosa devo fare?

In Italia nulla di obbligatorio: la circolare dell'11 agosto 2023 ha abrogato l'autosorveglianza e l'obbligo di mascherina per i contatti. Tenga presente che i sintomi compaiono da 1 a 8 giorni dopo il contagio, tipicamente dopo 3-4 secondo l'RKI: se vive con persone fragili, una mascherina in quei giorni è una precauzione ragionevole.

Posso prendere l'aereo con il Covid?

Con sintomi la circolare chiede di restare a casa, quindi il volo va rimandato. Passati i sintomi non c'è un divieto italiano, ma l'ECDC ricorda che si può restare contagiosi fino al decimo giorno: fino ad allora indossi la mascherina a bordo. Se ha dubbi, un medico può valutarla in video, di solito entro 15 minuti.

Le regole sul Covid sono uguali in Francia e in Germania?

No. La Francia, come l'Italia, non richiede più isolamento. In Germania la BZgA raccomanda 3-5 giorni a casa e finché non si sta meglio; nei Paesi Bassi il RIVM prevede l'isolamento solo su indicazione medica; nel Regno Unito l'NHS conta 5 giorni dal test. Segua la regola del Paese in cui si trova.

Non sa che cosa ha, o vuole un parere sulla sua situazione?

Mobi Doctor la mette in contatto in video con medici abilitati registrati nell'UE, di solito entro 15 minuti, tutti i giorni dalle 7 alle 23 CET.

Consulta un medico se

  • i sintomi peggiorano o non migliorano
  • la febbre dura 5 giorni o più, o non scende con il paracetamolo
  • è incinta, ha 60 anni o più, o ha un sistema immunitario indebolito
  • compaiono altri segni, come eruzione cutanea, inappetenza o debolezza

In caso di emergenza chiami il 112. Questo strumento non è per le emergenze.

  • è così senza fiato da non riuscire a dire frasi brevi a riposo
  • dolore al petto improvviso o tosse con sangue
  • collasso, svenimento o una crisi convulsiva per la prima volta
  • un'eruzione che non impallidisce premendo con un bicchiere

Informazioni su questa pagina

Revisionato

Scritto dalla redazione medica di Mobi Doctor. Ogni cifra di questa pagina è ricondotta a una fonte ufficiale datata, elencata sotto Fonti. Le sei serie di indicazioni nazionali restano separate: dove un'autorità non pubblica nulla, la pagina lo dice invece di prendere in prestito il numero di un Paese vicino. Ogni cifra è stata verificata in modo indipendente alla fonte prima della pubblicazione.

Revisionato da Dr. Chrysoula Liakou, MD, PhD.

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Fonti

  1. Covid-19, cade l'obbligo di isolamento per i positivi — Ministero della Salute (Circolare 11 agosto 2023), as published by Azienda USL Umbria 2 (aggiornato 26/08/2023)
  2. COVID-19 symptoms and what to do — NHS (aggiornato 21/03/2023)
  3. People with symptoms of a respiratory infection including COVID-19 — UKHSA (gov.uk) (aggiornato 10/06/2022)
  4. RKI-Ratgeber COVID-19 — Robert Koch-Institut (aggiornato 24/08/2026)
  5. Atemwegsinfektionen — BZgA infektionsschutz.de (aggiornato 17/03/2025)
  6. Isolement : duree, precautions, regles d'hygiene — Ameli (Assurance Maladie) (aggiornato 10/11/2025)
  7. Recomendaciones frente a infecciones respiratorias agudas — Ministerio de Sanidad (aggiornato 03/12/2025)
  8. COVID-19 — RIVM (aggiornato 18/03/2025)
  9. COVID-19 (coronavirus) — EpiCentro / Istituto Superiore di Sanità (aggiornato 22/09/2026)
  10. Questions and answers on COVID-19: Basic facts — ECDC (aggiornato 12/06/2023)
  11. Virus parainfluenzali e agenti del raffreddore: precauzioni e trattamento — EpiCentro / Istituto Superiore di Sanità (aggiornato 22/09/2026)
  12. Uso degli antivirali orali per COVID-19 — AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) (aggiornato 22/09/2026)

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